Il nostro circolo da un po di tempo sta vivendo una entusiasmante realtà, siamo infatti ai vertici delle scuole di pesca subacquea in apnea del Lazio e non solo. Il nostro blog ha sfiorato in questi giorni le 50.000 visite di appassionati o semplici curiosi. Pertanto ci stiamo muovendo per selezionare altri istruttori o aspiranti tali che abbiano talento,passione e impegno da mettere nella associazione a disposizione degli allievi.
Il club Sub Apnea Latina Nasce nel 1995 dall'unione di appassionati di questa meravigliosa disciplina,interrompe la sua attivita' in seguito ad una fusione con un altro circolo pontino dal quale si distacca a gennaio 2010.Oggi e' una associazione composta da SOLI apneisti appassionati di pesca subacquea. I Corsi di pesca in apnea,le uscite in mare e la vita sociale sono il fiore all'occhiello di questa societa' sportiva che partecipa attivamente a tutti i campionati di pesca subacquea.
mercoledì 6 febbraio 2013
giovedì 31 gennaio 2013
AVETE PRESENTE QUANDO VI DICO DI NON RISALIRE TROPPO VELOCEMENTE????
IN QUESTO VIDEO, LA CAMPIONESSA IN QUESTIONE (PER QUANTO MI RIGUARDA IL SUO UNICO RECORD E L'ALTO NUMERO DI SINCOPE O BLACK OUT CHE HA NELLE VARIE PERFORMANCES) SCENDE A CORPO LIBERO BEN OLTRE LE SUE REALI POSSIBILITA' E, UNA VOLTA ACCORTASI DELL'ECCESSIVO SFORZO DA FARE PER RISALIRE, CERCA DI GUADAGNARE LA SUPERFICIE TROPPO,TROPPO VELOCEMENTE!! IL SANGUE CHE SPUTA, PROVENIENTE DAI SUOI POLMONI NE E' LA RIPROVA.
COSA è IL BLOOD SHIFT?
Prima di esporre i principi che determinano il Blood Shift durante un’esperienza in APNEA, illustriamo le reazioni che si generano nel corpo umano durante l’immersione in apnea ma prima di tutto quando il corpo viene a contatto con l’acqua.
A causa della temperatura dell’acqua inferiore a quella del corpo si generano tre reazioni principali; per primo il corpo umano cerca di ridurre la dispersione di calore generando una vasocostrizione nelle zone periferiche dei vasi sanguigni superficiali. Così facendo, viene limitato il raffreddamento del sangue e di tutto l’organismo.
Altro fenomeno è la bradicardia riflessa, ovvero l’abbassamento del battito cardiaco, dovuta alla semplice immersione in acqua. Ciò avviene prevalentemente a causa del contatto dell’acqua fredda col viso.
Vediamo ora di capire cosa accade quando scendiamo in APNEA in profondità.
Fino agli anni sessanta i medici erano convinti che l’uomo non potesse scendere oltre la quota -50 metri di profondità a causa della elevata compressione della cassa toracica e dei polmoni.
Infatti il volume di gas all’interno dei polmoni è inversamente proporzionale alla sua pressione, da questo ne consegue che se la capacità polmonare media è di circa 6 litri, scendendo a -50 metri la pressione esterna raggiungerà 6 atmosfere e determina una riduzione fino ad un sesto della capacità polmonare iniziale, circa 1 litro!
In queste condizioni il corpo umano si trova nella stessa situazione che si avrebbe in espirazione massima, con diaframma completamente alzato ed impossibilità della gabbia toracica di comprimersi ulteriormente.
In queste condizioni infatti si pensava che l’impossibilità di un’ulteriore riduzione polmonare che non avrebbe più potuto equilibrare la pressione idrostatica eserna avrebbe portato al collaso fisico.
In queste condizioni infatti si pensava che l’impossibilità di un’ulteriore riduzione polmonare che non avrebbe più potuto equilibrare la pressione idrostatica eserna avrebbe portato al collaso fisico.
Quando Enzo Majorca nell’agosto del 1962 in apnea ad assetto variabile raggiunse la profondità di -51 metri, tutto il mondo medico-scientifico capì che le convinzioni attuali non erano completamente valide.
Gli studi medici successivi hanno dimostrato che mentre si scende in apnea profonda la riduzione della capacità polmonare causata dallo schiacciamento della cassa toracica, viene compensato da un maggior afflusso di sangue nei vasi sanguigni polmonari.
Il richiamo di sangue che dal grande circolo affluisce al piccolo, viene definito scivolamento ematico o BLOOD SHIFT
Dalle brevi e semplificate considerazioni sopra esposte, ne deriviamo che non si dovrà mai scendere in apnea in condizioni di espirazione massima perchè il sangue che verrebbe richiamato nei polmoni sarebbe troppo e causerebbe un arresto cardiaco.
Un’altra azione da evitare assolutamente è la respirazione tramite ARA dopo essere scesi in apnea. Infatti non si deve mai utilizzare una bombola per prendere aria durante l’apnea.
Infatti in questo caso si espanderebbero improvvisamente i polmoni e non si consentirebbe un graduale ritorno del sangue nel grande circolo. Anche questo causerebbe l’arresto cardiaco.
Infatti in questo caso si espanderebbero improvvisamente i polmoni e non si consentirebbe un graduale ritorno del sangue nel grande circolo. Anche questo causerebbe l’arresto cardiaco.
Dalle brevi e semplificate considerazioni sopra esposte, ne deriviamo che non si dovrà mai scendere in apnea in condizioni di espirazione massima perchè il sangue che verrebbe richiamato nei polmoni sarebbe troppo e causerebbe un arresto cardiaco.
Un’altra azione da evitare assolutamente è la respirazione tramite ARA dopo essere scesi in apnea. Infatti non si deve mai utilizzare una bombola per prendere aria durante l’apnea.
Infatti in questo caso si espanderebbero improvvisamente i polmoni e non si consentirebbe un graduale ritorno del sangue nel grande circolo. Anche questo causerebbe l’arresto cardiaco.
Durante il campionato Italiano a coppie nelle profonde acque di Mola di Bari, io e Mio figlio Ferruccio iniziammo a una profondità proibitiva, eravamo infatti intorno ai 26-30 metri, decidemmo così di spingerci più a terra tra 1 16 e 18 metri, fummo seguiti da un'altra squadra composta da giorgio e Samo, un atleta di Firenze il quale, alla prima discesa esagerò un tantino innescando in se il blood shift appunto in superficie lo sentimmo tossire e sputare sangue proprio come Jill Yoneyda....Risultato, Gara finita, stagione di pesca finita e camera iperbarica!!!
Infatti in questo caso si espanderebbero improvvisamente i polmoni e non si consentirebbe un graduale ritorno del sangue nel grande circolo. Anche questo causerebbe l’arresto cardiaco.
Durante il campionato Italiano a coppie nelle profonde acque di Mola di Bari, io e Mio figlio Ferruccio iniziammo a una profondità proibitiva, eravamo infatti intorno ai 26-30 metri, decidemmo così di spingerci più a terra tra 1 16 e 18 metri, fummo seguiti da un'altra squadra composta da giorgio e Samo, un atleta di Firenze il quale, alla prima discesa esagerò un tantino innescando in se il blood shift appunto in superficie lo sentimmo tossire e sputare sangue proprio come Jill Yoneyda....Risultato, Gara finita, stagione di pesca finita e camera iperbarica!!!
martedì 29 gennaio 2013
venerdì 25 gennaio 2013
Le Ultime Drammatiche immagini di uno di noi...
L'immersione è su di un relitto profondo, forse 30 o 35 metri, la ricciola bella e appetibile, un tiro praticamente da fermo, il problema è stata la sagola dell'arma che ha iniziato a strusciare sulle lamiere del relitto mentre il pesce agonizzava, Bruno, si vede nelle immagini, la ha liberata intrattenendosi forse un poco troppo e ha iniziato, cercando di contrastare la fuga della preda, la sua risalita.
E' penoso assistere alla fuga verso la superficie, alle pinne che "mulinano" disperate e alle contrazioni diaframmatiche e al "Samba" che scuote pure il fucile ma mi sono sentito in dovere e in diritto di mettere questo filmato triste sul nostro fortunato Blog a sostegno di ciò che cerco di trasmettere agli allievi della mia scuola di pesca subacquea.
Non ho altro da aggiungere.
Sandro.
mercoledì 23 gennaio 2013
CONFERMARE AD ALBINO PER IL 1° MARZO
Ciao a tutti gli utenti del blog, soci e non...
Per ragioni logistiche, mandate una mail di conferma ad Albino per la serata del 1° Marzo
Grassie!!!!
Per ragioni logistiche, mandate una mail di conferma ad Albino per la serata del 1° Marzo
Grassie!!!!
venerdì 18 gennaio 2013
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