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mercoledì 20 aprile 2011

Sarago maggiore



Il sarago appartiene alla famiglia degli sparidi,Raggiunge dimensioni fino a 2,5 kg per una lunghezza massima di 40 cm, vive su quasi tutti i fondali ( rocciosi,grotto, posidonia) a una profondità che va da 1 metro fino a 100 mt Si nutre principalmente di ricci ma mangia anche crostacei,vermi,molluschi e meduse. le tecniche per insidiarlo sono: Pesca in tana, aspetto, agguato e caduta. Le stagioni preferite per incontrarlo sono: primavera,estate e autunno. La sua cattura è medio-difficile,ha carni bianche e molto saporite,si riproduce a marzo-giugno, esiste in svariate specie quali: "FASCIATO,PIZZUTO,FARAONE,SPARAGLIONE"



martedì 23 novembre 2010

Bel carniere variegato invernale...


Questo carniere,composto da: 2 corvine,(pesce questo, che non troveremo mai in pescheria in quanto impossibile da catturare con le reti) uno scorfano,sette saraghi e un cefalo, è stato realizzato con la tecnica della pesca al "razzolo" questo tipo di caccia è molto faticoso,molto dispendioso in fatto di energie, ma molto redditizio.La tecnica è semplice, consiste nell'osservazione(quando l'acqua è limpida) del fondale e del comportamento dei pesci. Se invece vi è impossibile osservare dalla superficie, dovrete effettuare delle "planate" cioè dei voli a mezz'acqua... Se davanti a una "tana" staziona un piccolo sarago,oppure vedete una "nuvoletta" di sabbia smuoversi, bene, all'ottanta per cento, se osserverete bene nei meandri del grotto, troverete delle belle prede. Se in una zona apparentemente deserta, troverete degli escrementi di pesci(nel caso del sarago, delle piccole montagnette di spine di riccio miste ai cocci del riccio stesso,trasformati dall'apparato digerente in graniglia) bene, cercate e troverete gli..autori!E' una tecnica creativa alla quale aggiungere la nostra capacità predatoria.Io cerco di non ragionare troppo e di fidarmi dell'istinto.

mercoledì 10 novembre 2010

BEL (e buono) SARAGONE....


Il sarago maggiore appartiene alla famiglia degi sparidi, lo si può trovare praticamente a tutte le profondità,in branco o mentre sgranocchia ricci solitario.
La tecnica di pesca più redditizia è l'agguato. Un tempo(negli anni '70-'80) lo si pescava quasi esclusivamente in tana. Bastava infatti localizzarlo e fare un poco di rumore,schiaffi sul pelo dell'acqua, gorgoglii con la bocca,urla attraverso il boccaglio, tutto funzionava.Oggi la bestia si è evoluta e ha trasmesso ai suoi discendenti la giusta strategia: fuggire quando è possibile in mare aperto o nascondersi nella posidonia(quando si nasconde nella posidonia ed è spaventato,cambia livrea e si "stria" confondendosi con i fili d'erba...)Io, quando non ne trovo vicino alle rocce, lo cerco ovunque, e prima di cercare il pesce, cerco possibili resti di ricci spaccati o addirittura resti di escrementi.Lo cucino così:accendo il forno a 180°,pelo le patate e le taglio a tocchetti,condisco con olio sale e rosmarino,quando queste sono dorate pongo il pesce sulle patate, precedentemente condito con vino bianco,con il cucchicio lo bagno spesso con ciò che è sul fondo della teglia del forno,quando mancano 2 minuti alla cottura perfetta, butto una manciata di olive su tutto, danno un profumo unico...Servo e.. Buon appetito!