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mercoledì 20 aprile 2011

Sarago maggiore



Il sarago appartiene alla famiglia degli sparidi,Raggiunge dimensioni fino a 2,5 kg per una lunghezza massima di 40 cm, vive su quasi tutti i fondali ( rocciosi,grotto, posidonia) a una profondità che va da 1 metro fino a 100 mt Si nutre principalmente di ricci ma mangia anche crostacei,vermi,molluschi e meduse. le tecniche per insidiarlo sono: Pesca in tana, aspetto, agguato e caduta. Le stagioni preferite per incontrarlo sono: primavera,estate e autunno. La sua cattura è medio-difficile,ha carni bianche e molto saporite,si riproduce a marzo-giugno, esiste in svariate specie quali: "FASCIATO,PIZZUTO,FARAONE,SPARAGLIONE"



giovedì 27 gennaio 2011

Palamite

Il filmato, girato la scorsa estate, mostra la cattura e l'avvistamento di parecchi pesci.
Albino.

mercoledì 12 gennaio 2011

Campionato mondiale di maiorca 1992

Ho scovato questo bel filmato del campionato del mondo di Porto Cristo (Maiorca) Campionato al quale parteciparono gli ultimi veri uomini che andavano sott'acqua con il cuore. Notare le attrezzature; non c'erano pinne in carbonio o fucili "sotto vuoto" si andava sott'acqua a profondità notevoli, sganciando la cintura, sparando e via, Verso la superficie! E' anche vero pero' che un ventennio fa sott'acqua, si moriva di più. Chi pescava in apnea conosceva poco della sincope, del blood shift e dell'embolia da apnea, sono serviti molti incidenti mortali per obbligare medici e ricercatori ad approfondire gli studi sulla medicina subacquea e far si che si sia arrivati ai giorni nostri con risultati confortanti atti a dare la possibilità agli atleti o semplici appassionati, di pescare con consapevolezza delle proprie capacità e con una alta percentuale di calcolo del rischio.
Buona giornata,Sandro.

martedì 11 gennaio 2011

Spigole d'inverno.....


Ieri mattina mi sono svegliato molto presto fortemente deciso che per pranzo avrei mangiato una spigola. L'alzataccia non è stata vana e il mare mi ha premiato regalandomi forti emozioni. Infatti di spigole, ne ho avvistate svariate e di svariate taglie, unica tra tutte, una vera regina, era un esemplare che sfiorava i 4 kg. ma, avendo calcolato male la distanza e avendo in pugno(come spesso accade) il fiucile sbagliato da soli 75 cm. la ho "padellata" pazienza, spero che nel frattempo deponga le sue preziose uova e si lasci vedere ancora, e perchè no? Catturare!!
Buona giornata a tutti!!!

mercoledì 15 dicembre 2010

Pescata per il cenone di capod'anno....


QuAnte volte amici e pareNti ci hanno detto: "Tu che vai A pesca, perche' non mi pigli qualche pesce?" Oppure:"per le feste natalizie,al pesce pensaci tu che sei bravo...." Essi non sanno che cosa hanno in effetti combinato, primo perchè avendoci fatto un complimento simile,hanno toccato nel vivo il nostro EGO e i nostri sentimenti, radicati (in noi pescatori)nell'istinto atavico degli antichi cacciatori.Per noN parlare poi del nostro orgoglio e la voglia di riconfermarCi appunto "il cacciatore de casa!!" Allora; con il freddo, all'alba, armati di tutto punto ci diciamo"Mo je faccio vède" ma in cuor nostro pensiamo "che dio me la mandi buona.."Arrivati ancora con il buio sul posto di pesca ci vestiamo in fretta e furia per non lasciare troppo tempo al vento freddo di gelarci le carni...Ci immergiamo con il fucile lungo, è inverno, ti pare che non piglio una spigola?...Proprio io???passano le ore e le spigole(sara' per il freddo?) saranno al bar a bere un punch,allora rivolgiamo la nostra attenzione ai pesci meno pregiati, salpe, saraghi, va tutto bene...Invece niente! che siano anche loro al bar? Bene! "CASUALMENTE" ho sotto il pallone il raffio da polpi, adesso li pesco per fare l'insalata di mare, ma oramai mancano pochi minuti, il freddo comincia a farsi sentire e va bene tutto: cozze,vongole,alghe che sanno di mare,pesce morto da giorni,TUTTO pur di non tornare a casa a mani vuote.Se cosi' fosse, i parenti ci piglieranno per i fondelli dal 22 dicembre al 6 gennaio! Come vedete dalla foto a me è andata per fortuna bene(l'anno scorso) ma quest'anno????"Che Dio me la mandi buona"Intanto per precauzione mi sono informato delle pescherie presenti in citta, non si sa mai.....
Buona giornata a tutti...Sandro.

lunedì 29 novembre 2010

BISOGNA ESSERE ONESTI......


Era una fredda e ventosa mattina di Ottobre. Quando alle 5 del mattino aprii il cancello di casa,trovai ad aspettarmi un infreddolito Alfonso,compagno di pesca di allora.Aveva piovuto molto fino alla sera precedente, ma noi, stakanovisti del mare,non esitammo nemmeno un istante. Sacche in macchina e il mio fido MARSHALL agganciato dietro la jeep, rotta:foce verde.L'onda lunga che si intravedeva nel buio mentre percorrevamo il lungomare,non diceva nulla di buono ma oramai le cellule del corpo, l'adrenalina,il cuore...Tutto esigeva Acqua,sale e prede...Arrivammo in un posto che,per ovvie ragioni non dico, anzi, lo dico solo agli amici ma in separata sede(dietro riscatto)Entrammo in acqua.La situazione era quella che in auto avevo previsto;Mare mosso con uno spesso strato in superficie di acqua piovana fredda e melmosa.Più sotto però la situazione migliorava leggermente.Iniziammo a effettuare dei lunghi aspetti nella speranza di vedere qualche spigola o sarago da cucinare la sera a cena.Niente, non si vedeva niente, le mute erano da tre millimetri e la situazione si faceva sempre più fredda!Dissi a me stesso, "ancora un apetto e cambiamo posto" Ero sul ciglio della secca e avevo il mio fido fucile di legno,che ferruccio, prendendomi in giro chiama "il foppa pedretti"(ditta che fabbrica mobili di legno n.d.r.) con la punta verso il largo, da dove non so perchè mi aspettavo arrivasse qualche cosa...L'istinto diceva che,se non vi erano in giro pesci di nessuna taglia, poteva trovarsi in zona un predatore. Non sbagliai.Improvvisamente sbucò da buio un bel dentice,mi passò a 2 metri dalla punta dell'asta con direzione dx verso sx. Superata la sorpresa,sparai d'istinto(se miro sbaglio di sicuro)maledicendo la decisione di scedere in acqua con un fucile di lunghezza75 cm.La bestia ebbe un sussulto e vidi gli occhi stupiti roteare per un breve istante,come dire "E MO' QUESTO,CHI E'?" d'improvviso si riprese, sentii una trazione violenta ma costante, la senzazione era quella di un camion in accelerazione che ti trascina,urtavo gli scogli, le alghe si incastravano tra i piombi della cintura zavorrata e nella maschera, pensavo all'asta,mi vennero in mente tutti i nodi che la assicuravano al resto dell'arma, lo avevo colpito al centro del corpo leggermente basso ma non lo avevo trapassato, speravo almeno di aver leso qualche centro vitale. E se avessero ceduto??Poi il dramma, il pesce si strappò...Con calma lo cercai nei meandri del grotto(il dentice quando viene colpito cerca sempre rifugio sotto il primo sasso che incontra)ma senza esito...Oramai arrabbiato mi resi conto che non ragionavo più e questo è pericoloso, salii sul gommone e feci un poco di training autogeno, la giornata non sarebbe, almeno per me, finita con questo episodio. Richiamai l'attenzione di Alfonso urlando(a causa del vento) che avevo perso un pesce grosso, sostenni quello che dicevo con il gesto tipico del pescatore che,con le mani contrapposte e le braccia llargate, mima la grandezza della preda, lui mi guardò sorridente e lo tirò fuori dall'acqua "E' questo???"Cacchio se è questo!!!Dissi...La gioia fu tanta e mi ripresi galvanizzato.Mi disse che lo aveva trovato agonizzante sul fondo.La giornata si mise al meglio anche meteorologicamente, uscì il sole e si calmò il mare, catturai in un'altra zone molti grossi saraghi che regalai ad Alfonso...Il peso della bestia superava i 6 kg. e lo cucinai nel forno a legna con un letto di patate e 2 litri di vino bianco per aromatizzarlo...

lunedì 22 novembre 2010

SPIGOLE D'INVERNO...


..Quante volte ci sarà capitato di pensare,mentre ci rechiamo sul posto di pesca all'alba e con temperatura così bassa che taglia le ossa: "ma chi me lo fa fare?" Ripensiamo alle coperte ancora calde lasciate da pochi minuti,al TG. del mattino visto con una buona tazza di caffè fumante, alla colazione al bar con un giornale fresco di edicola. E invece no!Siamo in quel momento, coloro che vanno "contromano",contromano nel vero senso della parola,infetti,la sfilza di auto che vediamo incrociarci nel senso opposto di marcia è formata da chi a quell'ora, sta ..Rientrando a casa! Ma noi no! Noi siamo quelli dell'alba e pensiamo quasi a giustificarCi" andate pure a dormire, non sapete che vi perdete..(Sigh!") Quasi sado-masochisti! Il pensiero di doverci spogliare con il freddo invernale e spesso con il vento, non ci spaventa, (anzi ci spaventa...ma mai ammetterlo...) ma il mondo che ci attende è di gran lunga più caldo, o meglio, scalda il cuore e spesso il piatto! non mi dilungherò oltre, dico solo che, qualche volta il sacrificio paga, e le due belle spigole in foto ne sono la dimostrazione....
Buona giornata,Sandro.

giovedì 18 novembre 2010

Introduzione tratta dal libro inedito "IL MIO MARE" di Sandro Arcieli


“IL MIO MARE”
… A Sergio, silente e fraterno amico. Nobile cavaliere d’altri tempi, padrone del suo tempo e della sua arma. Catturava pesci e insegnava a catturarne. Non mi manca e non mi mancherà, ha lasciato troppi segni di sé durante il suo passaggio su questa terra, lealtà ottimismo... Grazie amico mio, grazie compagno di tante albe vissute insieme.…
 



Premessa :
Questo libro nasce dai ricordi di un bambino che a 6 anni scopre l’universo marino e si articola in racconti di esperienze e situazioni buffe. La memoria va avanti e indietro come un elastico dinamico.
L’essenza di tutto è la memoria appunto, grazie a questa non si è destinati a ripetere gli errori degli altri e i propri, siano essi grandi o piccoli …
 
E’ l’alba e sono in mare.
Tutto intorno è azzurro, il sole lentamente sta sorgendo dietro le montagne investendole di colore arancio che, mischiato al turchese del cielo e al bianco dei cirri, dà origine a sfumature che nemmeno Leonardo potrebbe replicare. Anche questa mattina Dio si è divertito. Lui ha la tavolozza dei colori della natura, li miscela con abilità e maestria e la varietà cambia in continuazione; Viola, fucsia, rosa, giallo, i colori si fondono tra di loro man mano che il sole cresce, dando origine a mille sfumature cromatiche, ora pastello, ora scarlatto… Che spettacolo! Mi guardo attorno e mi rendo conto di essere solo e unico testimone di questo miracolo, ogni giorno diverso, ogni volta più bello. Il silenzio è rotto dal verso di due gabbiani che volano sfiorando la superficie dell’acqua nella speranza di trovare cibo composto dai resti del pasto di pesci predatori notturni, oppure qualche branco di pesciolini che nuota in superficie nella vana speranza di fuggire agli stessi. Quasi mi sfiorano con il loro volo radente e, per un istante, riesco a vederne nitidamente l’occhio marrone scuro con il piccolo iride nero, segno tangibile della messa a fuoco a lunga distanza, occhio spietato e acuto, occhio vigile del cacciatore, di colui che per natura non fa prigionieri. Riesco a sentire chiaramente il fruscio ovattato delle ali nel loro battito, di queste noto le sfumature che dal bianco si scuriscono leggermente per divenire grigie e poi nere … Andate - penso - e buona caccia!


Ho indossato la muta e sputato nella maschera per togliere i residui di sale e di grasso causati dalla precedente immersione, come sempre. Ancora, per un attimo, provo un leggero fastidio, è l’odore pungente del neoprene. A distanza di 30 anni e più, ancora non riesco a sopportarlo. Non tanto per l’odore in sé, quanto perché contrasta troppo con il profumo della natura: il neoprene della muta da sub, deriva dal petrolio, prodotto che con il mare poco ci sta.
Entro in acqua. Il panorama cambia all’improvviso, branchi di acciughe si muovono cambiando direzione ritmicamente, riempiendo tutto il mare circostante di argento, dal fondo alla superficie. Qualche medusa di colore viola elettrico con sfumature gialle e dai buffi corti tentacoli si lascia portare dalla corrente pigramente, ha una forma chiaramente tozza e cilindrica, mi ricorda per un istante quei buffi cappellini che portano le nonne nei fumetti, di quelli che si fermano tra i capelli con lunghi spilloni sui quali si può applicare una rete che copre parzialmente gli occhi. La cosa mi fa sorridere. Sotto la medusa nuotano dei piccoli pesciolini blu, sono delle castagnole o “guarracini” come li chiamano in Campania, questi appena nati sono di colore blu, poi crescendo diventano neri. Grazie a questo ultimo colore attuano una strategia che serve per spaventare i loro predatori. La loro giornata si svolge in branco ma in formazione “indipendente”. Infatti quando si presenta un pericolo si ammassano vicinissimi,( come usiamo dire noi sub; si “Appallano” cioè formano una grossa palla scura) sembrando così un grosso pesce, come un plotone di soldati in formazione da battaglia. Questo in genere spaventa i male intenzionati pesci di grossa taglia. Più in basso tantissimi pinnuti colorati sparsi tutt’intorno, si muovono lenti e sinuosi; qualche sarago, ancora intento terminare il suo pasto notturno a base di ricci di mare, si allontana – non appena mi sente - lentamente.
Mentre guardo questo spettacolo, ringrazio mio padre e lo faccio ogni volta, per la grande opportunità che in passato mi ha dato. E questo pensiero mi porta ogni volta indietro nel tempo …

mercoledì 10 novembre 2010

BEL (e buono) SARAGONE....


Il sarago maggiore appartiene alla famiglia degi sparidi, lo si può trovare praticamente a tutte le profondità,in branco o mentre sgranocchia ricci solitario.
La tecnica di pesca più redditizia è l'agguato. Un tempo(negli anni '70-'80) lo si pescava quasi esclusivamente in tana. Bastava infatti localizzarlo e fare un poco di rumore,schiaffi sul pelo dell'acqua, gorgoglii con la bocca,urla attraverso il boccaglio, tutto funzionava.Oggi la bestia si è evoluta e ha trasmesso ai suoi discendenti la giusta strategia: fuggire quando è possibile in mare aperto o nascondersi nella posidonia(quando si nasconde nella posidonia ed è spaventato,cambia livrea e si "stria" confondendosi con i fili d'erba...)Io, quando non ne trovo vicino alle rocce, lo cerco ovunque, e prima di cercare il pesce, cerco possibili resti di ricci spaccati o addirittura resti di escrementi.Lo cucino così:accendo il forno a 180°,pelo le patate e le taglio a tocchetti,condisco con olio sale e rosmarino,quando queste sono dorate pongo il pesce sulle patate, precedentemente condito con vino bianco,con il cucchicio lo bagno spesso con ciò che è sul fondo della teglia del forno,quando mancano 2 minuti alla cottura perfetta, butto una manciata di olive su tutto, danno un profumo unico...Servo e.. Buon appetito!

mercoledì 20 ottobre 2010

POLPO o polipo?




Il polpo (e non POLIPO!) è una cattura facile facile, tuttavia un animale di grosse dimensioni può far perdere del tempo anche al cacciatore sub più esperto.
Avvistamento: La tana del POLPO si vede (con acqua Chiara) dalla superficie, infatti esso ama decorarla con i resti delle sue prede, in genere conchiglie, occhi di santa lucia,(astrea)valve di varia provenienza e sassi.(a me è capitato di vedere una scena unica al mondo, pescavo in una zona di sabbia in cerca di pesci serra quando vedo un contenitore di plastica bianco, di quelli del detersivo tipo DASH, che si muoveva sul fondo, era un grosso polpo che evidentemente mi aveva visto o sentito e se lo era praticamente messo in testa come copertura, non ci avrei fato caso se si fosse immobilizzato, ma un fustino che cammina... Non lo ho catturato nonostante le grosse dimensioni e il cenone di capodanno che lo esigeva. La sua ingenuità mi ha fatto desistere)Tutto questo lo utilizzerà in caso di pericolo per "barricarsi" nella sua tana, utilizzerà il tutto come una "porta di casa".
Stanarlo non è difficile, lo si può fare a mano nuda o usando il raffio, alla meno peggio con una fiocina...
Una ricetta gustosa: PESCATE un polpo, se troppo grosso, congelatelo per 24 ore minimo,(con questo stratagemma rimane più tenero) scongelate e lessate per almeno un'ora, fatelo raffreddare nella sua acqua, scolatelo e avvolgetelo strettamente nella pellicola trasparente (tipo salame) ponetelo un paio di ore nel frigo e servitelo in tavola, lo affetterete esattamente come si fa con il salame....stupirete i vostri ospiti e il vostro palato.....

giovedì 14 ottobre 2010

Pescare un dentice.. "...E una parola!!!"


Su questo affascinante predatore è stato oramai scritto tutto e anche di più, ciò che secondo me è stato tralasciato è -a volte- la casualità della cattura,forse perchè le riviste specializzate-come purtroppo fanno sempre- nel consigliare la tecnica, devono suggerire anche LA MARCA del fucile o delle pinne da adottare.
Io personalmente sono certo che il dentice,in quanto predatore,ami cacciare sempre nelle stesse zone, zone per esempio dove si assomma la mangianza,la quale si concentra nei punti ove la corrente accumula il plancton, base primaria della catena alimentare.Conosco un posto nemmeno tanto profondo dove ogni anno ne catturo un paio,(questo anno uno di tre kg e uno di circa sei kg strappato a causa del tiro"troppo basso" cioè sul ventre, là dove le carni sono più tenere.
In tanti anni di tentativi ho provato di tutto; Chiamandoli come si fa con le spigole,grattando sullo scoglio come faccio per le orate, usando tanti altri stratagemmi.L'unico che mi dà soddisfazione e' 1)-Discesa lenta e silenziosa-2)-Percorso in orizzontale all'agguato(in qualche caso la cattura si è conclusa sorprendendoli mentre cacciavano)- 3-Aspetto abbastanza sollevato dal fondo quel tanto che basta per essere avvistato dalle bestie-4)appena avvistati i dentici mi nascondo alla loro vista arretrando dietro ad uno scoglio o alla posidonia..meno 5-4-3-2-1... mi sporgo leggermente e l'animale è a mezzo metro da me a cercare di capire che fine ho fatto,scocco il tiro sul dorso o se posso, sulla testa, scegliendo l'animale più grosso del branco(così facendo assicuro sempre la prosecuzione della specie).
Lo pulisco sempre in mare i modo che altri pesci si possano nutrire di esso,lo metto al sicuro in frigo(occhio ai gabbiani, fregano i pesci dal gommone!) Lo cucino al forno con le patate o sfilettato in padella, alla cacciatora o olio e vino bianco...

lunedì 11 ottobre 2010

MURENA..UN MOSTRO SCONOSCIUTO..


Ciao a tutti. Spesso, quando racconto di aver pescato una murena mi sento dire:"UNA MURENA???MA NON E' VELENOSA???"E' questo un luogo comune sbagliato. La murena, come tanti pesci è aggressiva come lo può essere un qualunque pesce al quale abbiamo infilzato una fiocina in corpo e del quale vogliamo la morte.Io stesso sotto il braccio destro ho due piccole cicatrici provocate da morso di un dentice che tenevo ben stretto sotto braccio mentre stava per divincolarsi.E' vero che che il morso della murena risulta doloroso anche a distanza di ore,i suoi denti taglienti come lame di rasoio e i residui di cibo(polpi e pesci vari) ne sono la causa,tra i denti si annidano parecchi batteri. Non è raro trovare una murena con le fauci aperte che si fa fare la pulizia da qualche castagnola...le fauci aperte appunto la rendono particolarmete minacciosa, assume un atteggiamento come di chi sta cercando qualcuno da mozzicare! Sbagliato!! Le tiene aperte solo per poter respirare non possedendo l'apparato branchiale come altri pesci,con la bocca aperta aspira continuamente acqua e la espelle da due piccoli buchi posti ai lati del collo.Per catturarla senza conseguenze per voi e per chi sta con voi(compreso il gommone che con un morso si lacera)cercate sempre di indirizzare il colpo subito dietro l'occhio, è li che sta il cervello, usate una fiocina a 3-4-5 punte,prima di sfiocinarla assicurateVi che sia morta con qualche coltellata assestata in zona cervello,tagliatele i muscoli mandibolari per sicurezza.Pulitela cosi: tagliate e buttate la coda e la testa(mio fretello li usa per farne il sugo)apritela ed evisceratela,(noterete lungo la spina centrale un cordone nero, è da li che si origina l'ittiossina, dal midollo, rimuovetelo) tagliatela a trancie, passatela nel latte e successivamente nella farina da polenta gialla, friggete e... buon appetito.
ps:anni fa durante una gara di pesca sub avevo sparato ad una grossa murena, il giudice sanci' la fine della gara in quanto le 5 ore erano trascorse, la murena era incastrata e io cercavo di spiegare che, il regolamento mi dava 10 minuti per poterla "stanare" trascorsi i quali non sarebbe stata preda valida, lunga discussione e parole pesanti, lesse il regolamento e capi' di aver torto,estrassi la murena e la lasciai... viva! la misi insieme ai pesci in un sacco di juta e la consegnai al malcapitato giudice.Durante la pesatura dei pesci toccò a me, rovesciarono il sacco sulla bilancia e il mostro(6.300 kg.) cominciò a mordere tutto quello che capitava... la vendetta si sa, e' un piatto che va gustato freddo...

mercoledì 6 ottobre 2010

NODO PUGNO DI SCIMMIA






Questo nodo oggi si usa prevalentemente come portachiavi,ma nasce da una precisa esigenza dei marinai i quali avevano e hanno, seri problemi per far arrivare sul molo le pesanti GOMENE o CIME. Il PUGNO DI SCIMMIA serve come filo conduttore; si lancia dalla nave o barca, unito ad una sagola leggera la quale e' a sua volta collegata con la cima più pesante..Il gioco -anzi l'attracco- è fatto!

lunedì 4 ottobre 2010

GARA SELETTIVA NAZIONALE DI PESCA SUBACQUEA A LATINA DOMENICA 3 OTTOBRE..


Domenica 3 ottobre si è svolta a Latina Lido la gara selettiva nazionale di pesca subacquea dedicata al defunto amico RENATO SAVIOLI.L'appuntamento era come sempre a Foce Verde alle 7.30, ma COME SEMPRE abbiamo iniziato la competizione alle 9.20. Il mare calmo faceva presagire una giornata di acqua limpida e pescosa ma così non è stato purtroppo. Una corrente fortissima di Levante e le condizioni meteorologiche che stavano mutando di ora in ora, devono aver fatto cambiare zona ai pinnuti i quali si affrettavano a guadagnare acque profonde e sicure.Vista l'alta partecipazione(circa 50 atleti e dei più forti in circolazione)ho attuato una strategia di pesca cosidetta "al razzolo" basata sul ritmo e sugli spostamenti(a nuoto) molto veloci,questo mi ha fatto catturare due corpulenti saragoni e uno scorfano di circa mezzo kg con i quali ho occupato la 7/a piazza in classifica.Un pò di rammarico per le tre belle prede perse;una corvina di circa 700 grammi e due bei saragoni che si sono "sfiocinati" mentre li recuperavo dal fondo di una grotta. Con queste prede,in aggiunta a quelle catturate avrei stravinto,Sono state infatti 5 i pesci per salire sul gradino più alto...
ps:Un grazie va all'amico FABRIZIO ZESI, sempre presente ed efficiente...

mercoledì 21 luglio 2010

Sarago Catturato in tana


Il sarago e' uno dei pesci più comuni nel mare mediterraneo,è una preda molto ambita dai subacquei e dai "cannisti" grazie alle sue prelibate carni.E' uno sparide e puo' raggiungere la lunghezza di 40 cm. per 2 kg di peso.Si pesca in tana utilizzando una arma corta armata di fiocina o all'aspetto con fucile lungo e asta leggera.Per localizzarlo basta andare in una zona dove ci siano ricci di mare dei quali si cibano grazie alla loro speciale dentatura.(io sto molto attento anche ai loro escrementi, segno tangibile della loro presenza).

mercoledì 14 luglio 2010

Pesce Serra preso per ..ERRORE!!


Questo bell'esemplare di Pesce Serra (o spigola francese)e' stato catturato dal nostro Albino (Socio e consigliere del nostro circolo della pesca) su una secca con il sommo a -20 metri, era il tramonto e la bestia si trovava in caccia unitamente a un grosso branco di ricciole di taglia, Albino mentre planava in caduta lo ha scambiato per un esemplare di ricciola piu' grande delle compagne e lo ha "fulminato" con un tiro preciso che non lascia scampo,la reazione e' stata praticamenpte nulla cosi come il recupero.Stupore nello scoprire che non era una ricciola, la taglia e' infatti fuori dal comune. Armi usate: Arbalète 110 cm. con doppio elastico,doti di apnea e..sangue freddo!

giovedì 1 luglio 2010

Pescata del 1° Luglio al calare del sole....


Ieri dopo una giornata di lavoro mi sono concesso una pescata di un paio di ore.Il carniere e' stato ricco e generoso e mi ha dato il necessario per gustare il MARE tre giorni di seguito.Come si vede dalla foto e' variegato:due belle orate,una grossa salpa(gustosa a patto che si pulisca appena caturata) e due alluzzi(piccoli barracuda) e' su questi ultimi che concentro sempre la mia attenzione, infatti sono animali che vivono in branco e mangiano continuamente voraci e insaziabili.Li catturo sempre volentieri, perchè dove si insediano e' come se passasse Attila,non si prende più nulla.E poi sono molto saporiti e nutrienti(e' pesce azzurro,ricco di omega tre)cucinateli cone segue:tagliare a rondelle il barracuda o alluzzo,portare in temperatura la piastra e arrostire senza bruciare le carni, olio e sale...Buon appetito!

lunedì 21 giugno 2010

Il "FAIR PLAY" tra pescatori sub apneisti...


Dopo tanti anni di pesca subacquea spesso in solitaria, ne ho viste di tutti i colori,ma la cosa più fastidiosa e' essere "marcato stretto" da qualcuno che pensa di fregarmi qualche pesce pescando proprio a pochi metri da me,magari mentre (dopo una delle mie alzatacce mattutine)sono rilassato, con acqua limpida e totale calma interiore.Credetemi, vedere arrivare uno o più gommoni che mi "puntano" letteralmente e' veramente fastidioso, non tanto per il fatto di precludermi la possibilità di prendere qualche pesce, quanto per la totale mancanza di educazione.Questa estate mentre pascavo su una secca poco al largo di foce verde,(erano le 6e30 del mattino)sento un ronzìo, era un gommone con 2 pescasubbi, questi due sgherri arrivano letteralmente a pochi metri da me e si tuffano simultaneamente procurando rumore e fuggi-fuggi generale tra i poveri pesci.Cercando di mantenere la calma esco dall'acqua e mi sposto di 3/400 metri,risultato? dopo pochi minuti arrivano il gatto e ..il gatto!Di nuovo!E cosi' per tutta la mattinata..Vi lascio immaginare il mio stato..Ho fatto loro uno sherzetto, ho ancòrato il gommone in una zona di fango, ho messo in acqua il pallone e ho atteso,appena questi si sono tuffati ho intrapreso una nuotatina a favore di corrente(per non facilitare loro il ritorno al gommone appunto) durante la quale me li sono tirati dietro, non ho preso nulla, ma il solo pensiero di questi due fessi che mi seguivano nella speranza di svelare "la tana segreta" sul fango, ancora oggi mi diverte!
La pesca subacquea e' un gesto non solo atletico, e' una forma di espressione interiore,il fatto di essere in mare con un senso di liberta' non ci deve far sentire LIBERI di fare ciò che ci dice la testa,Fair play dicono gli inglesi....educazione dico io.