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mercoledì 6 aprile 2011

Grazie a tutti


Era il settembre del 2010 e una sera,per la prima volta, incontrai gli allievi del corso di pesca subacquea in apnea 2010-2011, molti di essi erano timidi e spaventati,altri pensavano di saper già andare sott'acqua,altri ancora non sapevano di non saper nuotare! Cominciò così, il corso di pesca subacquea in apnea durato sino a ora 6 mesi. In questo corso nel frattempo si sono inseriti altri allievi appassionati, tutti insieme abbiamo sofferto e, con tosse, raffreddore e quant'altro, nessuno ha disertato una sola lezione se non per febbroni o altri motivi gravi. E' stata una entusuasmante avventura, per loro, ma sopratutto per me, che ho visto trasformarsi degli allievi inesperti in apneisti freddi e preparati,tanto in teoria quanto in pratica..So che rispetteranno il mare e le sue regole sempre, lo so ne sono certo.Nell'articolo che segue li vedo addirittura orgogliosi con i loro carnieri come fossero agonisti alla fine di una gara importante che mostrano alla stampa il loro prezioso bottino..Tra di loro c'e' un giovane che qualche mese fa mi chiese informazioni su come si gestisce una murena e ora leggo che su una di queste ha avuto la meglio..Che dire se non BRAVI?Il merito di questo va a loro ma anche a FERRUCCIO che mi supporta in acqua,all'infaticabile e disponibile FABRIZIO e ad ALBINO maestro silente nell'arte della pesca subacquea in apnea( tutti ricordino che, se domenica è stato l'unico a non fare carniere è solo ed esclusivamente perche in "sordina" vigilava sulla sicurezza di TUTTI) Infine ringrazio come faccio sempre mio PADRE che all'età di 6 anni mi prese e mi gettò in acqua alta dicendo sorridente;" ORA NUOTA SANDRI', O NUOTI O AFFOGHI!!"Fu grazie a questo che misi per la prima volta la testa sott'acqua, in me si innescò immediatamente il "DIVING REFLEX" un rilassamento e benessere pari a quello che hanno i nostri cugini delfini...Ho imparato da allora a scoprire le meraviglie del mare e i suoi segreti e, ogni volta che consegno un brevetto, passo un testimone, ma....."RICORDA FRATELLO,CHE IL BREVETTO NON E' UN PUNTO DI ARRIVO MA UN PUNTO DI PARTENZA!"

Grazie:Sandro Arcieli.

martedì 5 aprile 2011

B.L.S.Basic-Life-support


Quante volte abbiamo sentito la notizia alla radio, alla TV o semplicemente da amici, di una o più persone salvate da un volontario anonimo (l'anno scorso è successo proprio a un nostro allievo e la cosa per fortuna, si è risolta con il recvupero e la rianimazione di un bimbo annegato e destinato oramai alla morte) Tutti noi dovremmo conoscere le corrette procedure di rianimazione (B L S ) In questo simpatico video tutto cio che NON si deve fare... Da questa sera,in piscina,sarete aggiornati sul nuovo protocollo BLS.(non che il vecchio non funzioni più ma l'aggiornamento mio è anche vostro, e quello che so io è per me d'obbligo trasmetterlo a voi allievi...)


Buona Giornata a tutti, Sandro.

venerdì 21 gennaio 2011

Sincope

Ecco amici miei, questa è una bella sincope(o black hout ) arriva Sempre e puntuale quando si esagera. L'atleta in questione è stato fortunato ad avere l'assistenza, se la stessa cosa fosse successa in mare soli o in compagnia di un amico distratto, bene, sarebbe stata la fine. La fine della vita, degli amici, dei figli della famiglia.Rizzate sempre le antenne e non esagerate mai, la vita non vale uno o più pesci...
Notate come,una volta appurata l'entita' dell'incidente, nessuno lo rianimi, non ve ne è bisogno, fa tutto il nostro organismo, è sufficiente che, quando i meccanismi di difesa rimettono in moto la respirazione, la testa e la bocca, non siano sotto acqua, e che le vie aeree siano libere, ve lo dice uno che alla sincope, è scampato da solo.
25 anni fa circa,mi trovavo in compagnia di amici all'isola del giglio,era primavera e la giornata era bellisiima con mare limpido e sole splendente, cacciavo saraghi in compagnia dei miei amici "argonauti" club gommonautico del quale ero presidente e socio fondatore. avevo pescato belle prede, e la precedente serata a base di spaghetti alla granseola e vino toscano cominciava a pesare nelle gambe, mi dissi: "ancora uno e me ne vado" scesi sul fondo intorno ai 24 metri, i saraghi erano corpulenti ma scaltri e veloci, ne inseguii uno e mi sentivo MAIORCA!Con una apnea infinita.Lo stato ingannevole di mio benessere però,non era dato dalla mia capacità polmonare, ma dal tasso di anidride carbonica che stava facendo un bel lavoretto nel mio organismo, rammentai allora in un istante la lezione che feci con il mio primo istruttore di nome Dante nel lontano 1976 proprio sulla sincope anossica, ero un ragazzo. Con calma sfilai il pedagno dalla cinta, sganciai la cintura dei piombi e iniziai la risalita,il filo della boa si incastrò intorno a una pinna, mi fermai ancora per districare la matassa cercando di rimanere lucido, le contrazioni arrivarono subito con forza già dai primi metri della mia risalita scuotendo il mio addome con violenza, pensai "E'la fine...che coglione che sono!" Morire cosi'!...Non ricordo ancora oggi nulla degli ultimi metri che ho percorso svenuto e che mi separavano dalla superficie, Le mie amiche sirene mi tennero però la testa fuori dall'acqua e ripresi subito a respirare,ricordo di aver visto in lontananza la montagna, anzi l'isola selvaggia, nessuno dei miei compagni si accorse di nulla, da allora non mi fido più di nessuno,a meno che non si IMPOSTI LA PESCATA IN DUE E CON UN SOLO FUCILE...Meditate ragazzi....
buona giornata,Sandro.

lunedì 6 settembre 2010

IL PUGNALE,INDISPENSABILE STRUMENTO PER LA SICUREZZA IN MARE




Ho letto nei giorni passati la notizia di un giovane morto in mare. L'incidente è andato più o meno così: 1)Sparo di un pesce in tan a2)Incastramento dell'asta3)Concitamento...Secondi preziosi che scorrono e, nel momento di staccarsi dal fondo ecco la tragedia,la sagola dell'arma incastrata si ingarbuglia attorno alla caviglia,panico e...MORTE.
E' evidente che questo tipo di incidente capita una volta nella vita(a me in 40 anni circa di pesca è successo 3 volte!!2 volte al polpaccio e 1 intorno all'orologio)E' qui che entra in ballo l'esperienza,l'allenamento e la ragione.L'elemento fondamentale è il pugnale,con questo possiamo cavarcela,deve essere piccolo ma non troppo e deve essere tagliente(un lato seghettato, l'altro affilato)ho visto sub e miei allievi posizionare il pugnale nei posti più strani,al polpaccio,al polso,al bicipide,dietro la schiena, rovesciato di traverso in orizzontale...In effetti la sua posizione deve essere consona a chi lo indossa ma mi sento di dissentire su alcune posizioni di quest'ultimo;no al polso,no al braccio!Il pugnale deve essere utilizzabile e raggiungibile con ambedue le MANI,se lo posizionato sul braccio destro è chiaro che lo si può estrarre SOLO con il sinistro...E SE IL SINISTRO E' INGARBUGLIATO???Io consiglio SEMPRE di posizionarlo in cintura esattamente DAVANTI, in modo da essere estratto con TUTTE E DUE LE MANI...Meditate ragazzi....Buon mare,Sandro..

giovedì 5 agosto 2010

Pesca profonda? Si grazie ma con la testa e il cuore...


Sono anni che non acquisto riviste di pesca subacquea. Questa non è nè una forma di protesta nè altro,è semplicemente disinteresse. Tutto nasce dal modo errato di comunicare il messaggio dell'immersione e della pesca ai neofiti.Questi infatti,frequentano poco il mare e,tramite i giornali specializzati,traggono utili(!)consigli,affascinati dalla preda ma sopratutto dalla PROFONDITA' alla quale è stata catturata. Leggevo anni fa, di pescasubbi che sparavano(e sparano) pesci a 35 e più metri stanando cernie nascoste e "arroccate" nel grotto. Gli stessi, li ho poi incontrati nelle varie edizioni di campionati italiani, assoluti o a squadre e in tutti i mari d'Italia. Ho pescato spesso gomito a gomito con loro e non mi pare scendessero così in profondità. Ne devo dedurre che le performance di cui sopra sono fatti isolati,magari un tuffo profondo in una sola giornata e con elevate possibilità di incidente(sincope,blood shift o altro)Uno di essi che vinse un campionato a squadre, si vantava durante un breefing,di aver vinto la gara pescando a35/40 metri e di aver avuto durante la stessa più sincopi.In pratica: scendeva, sparava erisaliva,un compagno lo attendeva lungo gli ultimi metri,spazio lungo il quale l'incidente mortale è sempre in agguato.Beh ragazzi miei, questo tipo di attività è rivolto a pochi sub che oltre alla loro esperienza hanno un pizzico di follìa.Si può passare un inverno in piscina, allenarsi a percorrere 4 vasche in apnea tutte le sere, ma una cosa è farlo in orizzontale e con acqua calda,un'altra è farlo in verticale e con 30 e più metri di acqua sulla testa(considerate che ogni 10 metri si ha una pressione parziale di 1 atmosfera,ne consegue che a 30 metri se ne hanno 3 che sommate all'atmosfera ambientale esterna fanno 4!!)Dovremmo quindi scendere, cercare il pesce,sparare e tornare su, insomma una bella faticaccia! Non e' facile. Immaginate lo stesso sforzo fatto da un atleta nei 200 metri di corsa,ma... Respirando.La vita è un bene prezioso,quando pescando con acqua limpida notate una cernia un sarago o una preda invitante,fate attenzione,considerate la profondità.Gli incidenti avvengono proprio in estate piena, quando si è troppo convinti delle proprie capacità e del proprio allenamento.Dice un proverbio dei nostri amici del Club Sub Brescia:"Acqua bassa,poco fiato..pesce assicurato!!Buon divertimento!Sandro Arcieli.

lunedì 5 luglio 2010

Gli eroi se ne vanno in punta di piedi...

Gli eroi esistono, ne e' prova tutti i giorni. Spesso pero' il gesto che li ha resi tali(quasi sempre per caso) non riceve un adeguato compenso morale.E' quanto purtroppo e' successo al Buon Alfredo, mio allievo del 3°corso 2010 di pesca subacquea in apnea.Valido subacqueo con innate doti di apnea e.. Di umilta'...Alfredo Si trovava in vacanza la scorsa settimana con la sua famigli al sud, durante una pausa di relax in piscina, si e' reso conto della tragedia che si stava consumando,un bimbo infatti giaceva sul fondo della vasca privo di sensi,tutto sotto gli occhi di molti,Lui non ha esitato e -ricordando la lezione Sul recupero di un annegato che abbiamo fatto durante l'inverno in piscina- ha iniziato tutte le manovre di rianimazione,restituendo la vita al malcapitato bambino(sfortunato due volte anche perche' nel frattempo il bagnino della struttura se l'era data a gambe preso dal panico!)Mi ha detto queste cose al telefono con una voce rotta dall'emozione.Grazie Alfredo, te lo dico io a nome della mamma e del papa' di quel bimbo,te lo dico a nome di tutti i ragazzi del nostro circolo, Con gente come te in mare si sta più sicuri.
Sandro.

sabato 12 giugno 2010

IL DIAFRAMMA E LE SUE FUNZIONI(da "apnea sardegna")

Il muscolo del diaframma svolge un lavoro fondamentale nella respirazione. Il primo ed efficace allenamento di questo muscolo è più mentale che fisico. Abituarsi ad utilizzarlo il più spesso possibile anche durante la vita quotidiana è una buona abitudine. In ogni momento che riterremo opportuno possiamo fare un controllo della nostra respirazione e del movimento di tale muscolo. Molto valido anche come rilassamento sarà concentrarsi sulla respirazione diaframmatica subito prima di dormire. A livello fisico si può migliorare le capacità del diaframma lavorando direttamente su di esso e sui muscoli addominali.
Un esercizio valido per lavorare sul diaframma sarà posizionandoci supini a terra con le gambe leggermente piegate. Appoggiare una mano sul diaframma (tra la fine dello sterno e l'ombelico) ed una sul torace per sentire i movimenti dei muscoli. Se si muove la mano in basso e quella in alto sta ferma, vuol dire che stiamo facendo una respirazione diaframmatica corretta.
Oltre al miglioramento delle capacità di tale muscolo, si potrà imparare a sentirne i movimenti e capire come sfruttarli al meglio. Successivamente si potrà passare ad esercizi più complessi, respirando alternativamente con il solo diaframma o con il solo torace. Poi potremmo combinare i due movimenti facendo una respirazione completa, partendo dal basso inspirando con il diaframma e completando con il torace. Per l'espirazione si procederà in ordine inverso, partendo dall'alto ed espirando prima con il torace e poi col diaframma. Noteremo che durante la prima fase dell'espirazione è difficile muovere solo il torace. Con la pratica si acquista sempre maggior padronanza di questi movimenti. Gli allenamenti dei muscoli addominali adiacenti al diaframma, consistono in tutte quelle tipologie di allenamenti addominali della parte alta. Sempre supini a terra con le gambe piegate, si appoggia le mani dietro alla testa e si esegue delle contrazioni con il busto verso le ginocchia. I movimenti devo essere lenti e corti, privilegiando la contrazione della parte alta dei muscoli addominali. Esercizi per la gabbia toracica. Come abbiamo detto, la gabbia toracica conviene sfruttarla esclusivamente per riempire al massimo i polmoni nell'ultima inspirazione. I muscoli interessati sono principalmente quelli intercostali, pettorali e dorsali. I metodi di allenamento di questi muscoli sono quelli tradizionali che si possono attuare sia in palestra che durante altre attività o semplicemente a corpo libero. Conviene comunque ricordare che i muscoli di un subacqueo devono essere preferibilmente tonici ed elastici. La differenza che passa in termini di dilatazione della cassa toracica tra un muscolo tonico ed elastico ed uno "pompato" è minima. E' invece evidente la differenza di consumo di ossigeno. Elasticità polmonare. L'elasticità dei polmoni e la capacità degli alveoli a trattenere ossigeno è determinata da vari fattori ed è di fondamentale importanza per un apneista ma anche per qualunque altro sportivo. Una buona elasticità polmonare consente di sviluppare una capacità inspiratoria superiore. Incidono molti fattori esterni e personali. Il fumo visto sotto il profilo dell'apnea, occlude in parte le capacità alveolari e riduce l'elasticità polmonare. Anche i lavori in ambienti dove si respirano sostanze particolari non agevola tali funzioni. Chi ha patologie relative all'apparato respiratorio è ovviamente svantaggiato, ma spesso l'allenamento e l'apnea aiutano a migliorare.
Qualunque attività sportiva e fisica di buona intensità, fatta prevalentemente all'aperto aiuta ad aumentare le proprie capacità di elasticità polmonare. Corsa, bicicletta, tennis e altro posso essere ottimi allenamenti per un miglioramento dell'elasticità polmonare ma anche di altri fattori. L'attività specifica è comunque uno dei migliori metodi da utilizzare. Da studi effettuati su vari tipi di subacquei, infatti, è stato accertato che nella media l'apneista ed in particolare il pescatore subacqueo, ha un'elasticità polmonare ed una capacità inspiratoria superiore sia ad un subacqueo che s'immerge con autorespiratore, che ad uno sportivo generico. Le cause principali sono da collegare al fatto che un pescatore subacqueo durante l'arco di una battuta effettua numerose discese e quindi abitua la sua struttura respiratoria a continui movimenti di espirazione ed inspirazione. Abbinando tali dati al fatto che un pescatore subacqueo pratica un'attività comunque intensa e prolungata, i suoi alveoli polmonari sono abituati a scambi frequenti che agevolano l'elasticità polmonare.

martedì 25 maggio 2010

SINCOPE,SPETTRO DELL'APNEISTA.


La sincope anossica come si sa colpisce molti sub apneisti, questa si presenta Di seguito ad una apnea troppo prolungata e INASPETTATAMENTE E SENZA NESSUN PREAVVISO quando il subacqueo apneista eccede con L'IPERVENTILAZIONE. Studi recenti la hanno ribattezzata "black out" cioe' uno spengimento temporaneo di alcune funzioni vitali.Il nostro organismo infatti, quando riconosce un tasso di anidride carbonica eccessivo e nocivo per alcuni organi di vitale importanza per la nostra vita(cervello innanzi tutto)fa in modo che questi si "spengano" temporaneamente per poi di li a poco(5-8 minuti a temperature normali, fino a 20 minuti a temperature molto basse) riprendere quasi sempre autonomamente la loro funzione, Guardate attentamente i seguenti filmati su "YOU TUBE" I link sono:SAMBA IN PISCINA - FREEDIVING BLACK OUT OR SAMBA? - FREEDIVER BLACK OUT SURFACE VIDEO - STATIC APNEA AND BLACK OUT Noterete che il sincopato si riprende sempre da solo,senza ausilio di interventi di supporto respiratorio,ma solo Grazie ALLA PRESENZA DI UN COMPAGNO IN ACQUA CHE LO AIUTA.Ne parleremo abbondantemente se volete....