lunedì 29 novembre 2010

BISOGNA ESSERE ONESTI......


Era una fredda e ventosa mattina di Ottobre. Quando alle 5 del mattino aprii il cancello di casa,trovai ad aspettarmi un infreddolito Alfonso,compagno di pesca di allora.Aveva piovuto molto fino alla sera precedente, ma noi, stakanovisti del mare,non esitammo nemmeno un istante. Sacche in macchina e il mio fido MARSHALL agganciato dietro la jeep, rotta:foce verde.L'onda lunga che si intravedeva nel buio mentre percorrevamo il lungomare,non diceva nulla di buono ma oramai le cellule del corpo, l'adrenalina,il cuore...Tutto esigeva Acqua,sale e prede...Arrivammo in un posto che,per ovvie ragioni non dico, anzi, lo dico solo agli amici ma in separata sede(dietro riscatto)Entrammo in acqua.La situazione era quella che in auto avevo previsto;Mare mosso con uno spesso strato in superficie di acqua piovana fredda e melmosa.Più sotto però la situazione migliorava leggermente.Iniziammo a effettuare dei lunghi aspetti nella speranza di vedere qualche spigola o sarago da cucinare la sera a cena.Niente, non si vedeva niente, le mute erano da tre millimetri e la situazione si faceva sempre più fredda!Dissi a me stesso, "ancora un apetto e cambiamo posto" Ero sul ciglio della secca e avevo il mio fido fucile di legno,che ferruccio, prendendomi in giro chiama "il foppa pedretti"(ditta che fabbrica mobili di legno n.d.r.) con la punta verso il largo, da dove non so perchè mi aspettavo arrivasse qualche cosa...L'istinto diceva che,se non vi erano in giro pesci di nessuna taglia, poteva trovarsi in zona un predatore. Non sbagliai.Improvvisamente sbucò da buio un bel dentice,mi passò a 2 metri dalla punta dell'asta con direzione dx verso sx. Superata la sorpresa,sparai d'istinto(se miro sbaglio di sicuro)maledicendo la decisione di scedere in acqua con un fucile di lunghezza75 cm.La bestia ebbe un sussulto e vidi gli occhi stupiti roteare per un breve istante,come dire "E MO' QUESTO,CHI E'?" d'improvviso si riprese, sentii una trazione violenta ma costante, la senzazione era quella di un camion in accelerazione che ti trascina,urtavo gli scogli, le alghe si incastravano tra i piombi della cintura zavorrata e nella maschera, pensavo all'asta,mi vennero in mente tutti i nodi che la assicuravano al resto dell'arma, lo avevo colpito al centro del corpo leggermente basso ma non lo avevo trapassato, speravo almeno di aver leso qualche centro vitale. E se avessero ceduto??Poi il dramma, il pesce si strappò...Con calma lo cercai nei meandri del grotto(il dentice quando viene colpito cerca sempre rifugio sotto il primo sasso che incontra)ma senza esito...Oramai arrabbiato mi resi conto che non ragionavo più e questo è pericoloso, salii sul gommone e feci un poco di training autogeno, la giornata non sarebbe, almeno per me, finita con questo episodio. Richiamai l'attenzione di Alfonso urlando(a causa del vento) che avevo perso un pesce grosso, sostenni quello che dicevo con il gesto tipico del pescatore che,con le mani contrapposte e le braccia llargate, mima la grandezza della preda, lui mi guardò sorridente e lo tirò fuori dall'acqua "E' questo???"Cacchio se è questo!!!Dissi...La gioia fu tanta e mi ripresi galvanizzato.Mi disse che lo aveva trovato agonizzante sul fondo.La giornata si mise al meglio anche meteorologicamente, uscì il sole e si calmò il mare, catturai in un'altra zone molti grossi saraghi che regalai ad Alfonso...Il peso della bestia superava i 6 kg. e lo cucinai nel forno a legna con un letto di patate e 2 litri di vino bianco per aromatizzarlo...

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