giovedì 30 dicembre 2010

Ma dove stanno i pesci?????


Ieri mattina,un mio amico e allievo, è andato a pescare lungo la costa nella speranza di catturare qualche pesce degno di nota. Lo ho risentito al telefono la sera e, sconsolato, mi ha detto di non aver visto una..Pinna!
La zona mi ha detto,era esposta a due situazioni diverse; il lato di levante battuto dalle onde e dalla corrente, l'altro lato, a ponente, piatto e senza il minimo movimento nè corrente.Egli ha optato per la seconda chances ma mai errore fu più fatale per l'esito della battuta! Infatti, quando è possibile e quando non si rischia la pellaccia, là dove battono le onde e ove c'è più corrente, è più pescoso, è proprio in quei punti che si assomma il plancton, primo anello della catena alimentare marina. Questo viene mangiato dai pesciotti i quali vengono man mano mangiati da pesci sempre più grandi fino alle spigole, ai pesci serra, ricciole ecc....Le onde poi,(al contrario della calma piatta)con il loro fragore, coprono i rumori provocati accidentalmente durante le fasi della discesa, dalle pinne o dal fucile che urta uno scoglio...La pesca subacquea invernale è fatica purtroppo....
Buon anno amici!Sandro.

martedì 21 dicembre 2010

Tecniche di pesca alla spigola

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Sincope o black out??

videoStudi precedenti hANNo dimostrato che la sincope, altro non era che un "BLACK OUT" cioè uno "spegnimento" temporaneo di alcuni organi interni per preservarli da danni derivanti la caduta del tasso di ossigeno presente nel sangue causata da una apnea troppo prolungata.Studi recenti tenuti dall'esimio(e mio personale amico) Massimo Malpieri, (uno dei pochi illuminati medici specialisti che si dedica alla ricerca delle problematiche relative all'apnea e alle soluzioni delle stesse)dicono il contrario ho copiato quanto segue:
Sincope:
1. Aumento della CO2 tissutale ed ematica e stimolazione dei centri respiratori con treni di onde nervose eccitatorie che si propagano ai centri nervosi vicini al centro respiratorio-
2. Primo centro eccitato nucleo del nervo glossofaringeo (stimolo al singhiozzo):
3. secondo centro eccitato nucleo del nervo frenico (contrazioni diaframmatiche)
4. terzo centro eccitato nucleo del nervo vago (bradicardia e in casi estremi bradicardia estrema con sincope aritmica da inibizione del nodo de seno).
Anche i sintomi prodromici (comunemente definiti Samba o..mioclonie) trovano la stessa spiegazione legata ad una carenza della irrorrazione ematica corticale.

lunedì 20 dicembre 2010

Muscolo diaframmatico e la sua funzione


DIAFRAMMA E LE SUE FUNZIONI(da "apnea sardegna")
Il muscolo del diaframma svolge un lavoro fondamentale nella respirazione. Il primo ed efficace allenamento di questo muscolo è più mentale che fisico. Abituarsi ad utilizzarlo il più spesso possibile anche durante la vita quotidiana è una buona abitudine. In ogNi momento che riterremo opportuno possiamo fare un controllo della nostra respirazione e del movimento di tale muscolo. Molto valido anche come rilassamento sarà concentrarsi sulla respirazione diaframmatica subito prima di dormire. A livello fisico si può migliorare le capacità del diaframma lavorando direttamente su di esso e sui muscoli addominali.
Un esercizio valido per lavorare sul diaframma sarà posizionandoci supini a terra con le gambe leggermente piegate. Appoggiare una mano sul diaframma (tra la fine dello sterno e l'ombelico) ed una sul torace per sentire i movimenti dei muscoli. Se si muove la mano in basso e quella in alto sta ferma, vuol dire che stiamo facendo una respirazione diaframmatica corretta.
Oltre al miglioramento delle capacità di tale muscolo, si potrà imparare a sentirne i movimenti e capire come sfruttarli al meglio. Successivamente si potrà passare ad esercizi più complessi, respirando alternativamente con il solo diaframma o con il solo torace. Poi potremmo combinare i due movimenti facendo una respirazione completa, partendo dal basso inspirando con il diaframma e completando con il torace. Per l'espirazione si procederà in ordine inverso, partendo dall'alto ed espirando prima con il torace e poi col diaframma. Noteremo che durante la prima fase dell'espirazione è difficile muovere solo il torace. Con la pratica si acquista sempre maggior padronanza di questi movimenti. Gli allenamenti dei muscoli addominali adiacenti al diaframma, consistono in tutte quelle tipologie di allenamenti addominali della parte alta. Sempre supini a terra con le gambe piegate, si appoggia le mani dietro alla testa e si esegue delle contrazioni con il busto verso le ginocchia. I movimenti devo essere lenti e corti, privilegiando la contrazione della parte alta dei muscoli addominali. Esercizi per la gabbia toracica. Come abbiamo detto, la gabbia toracica conviene sfruttarla esclusivamente per riempire al massimo i polmoni nell'ultima inspirazione. I muscoli interessati sono principalmente quelli intercostali, pettorali e dorsali. I metodi di allenamento di questi muscoli sono quelli tradizionali che si possono attuare sia in palestra che durante altre attività o semplicemente a corpo libero. Conviene comunque ricordare che i muscoli di un subacqueo devono essere preferibilmente tonici ed elastici. La differenza che passa in termini di dilatazione della cassa toracica tra un muscolo tonico ed elastico ed uno "pompato" è minima. E' invece evidente la differenza di consumo di ossigeno. Elasticità polmonare. L'elasticità dei polmoni e la capacità degli alveoli a trattenere ossigeno è determinata da vari fattori ed è di fondamentale importanza per un apneista ma anche per qualunque altro sportivo. Una buona elasticità polmonare consente di sviluppare una capacità inspiratoria superiore. Incidono molti fattori esterni e personali. Il fumo visto sotto il profilo dell'apnea, occlude in parte le capacità alveolari e riduce l'elasticità polmonare. Anche i lavori in ambienti dove si respirano sostanze particolari non agevola tali funzioni. Chi ha patologie relative all'apparato respiratorio è ovviamente svantaggiato, ma spesso l'allenamento e l'apnea aiutano a migliorare.
Qualunque attività sportiva e fisica di buona intensità, fatta prevalentemente all'aperto aiuta ad aumentare le proprie capacità di elasticità polmonare. Corsa, bicicletta, tennis e altro posso essere ottimi allenamenti per un miglioramento dell'elasticità polmonare ma anche di altri fattori. L'attività specifica è comunque uno dei migliori metodi da utilizzare. Da studi effettuati su vari tipi di subacquei, infatti, è stato accertato che nella media l'apneista ed in particolare il pescatore subacqueo, ha un'elasticità polmonare ed una capacità inspiratoria superiore sia ad un subacqueo che s'immerge con autorespiratore, che ad uno sportivo generico. Le cause principali sono da collegare al fatto che un pescatore subacqueo durante l'arco di una battuta effettua numerose discese e quindi abitua la sua struttura respiratoria a continui movimenti di espirazione ed inspirazione. Abbinando tali dati al fatto che un pescatore subacqueo pratica un'attività comunque intensa e prolungata, i suoi alveoli polmonari sono abituati a scambi frequenti che agevolano l'elasticità polmonare.

mercoledì 15 dicembre 2010

Pescata per il cenone di capod'anno....


QuAnte volte amici e pareNti ci hanno detto: "Tu che vai A pesca, perche' non mi pigli qualche pesce?" Oppure:"per le feste natalizie,al pesce pensaci tu che sei bravo...." Essi non sanno che cosa hanno in effetti combinato, primo perchè avendoci fatto un complimento simile,hanno toccato nel vivo il nostro EGO e i nostri sentimenti, radicati (in noi pescatori)nell'istinto atavico degli antichi cacciatori.Per noN parlare poi del nostro orgoglio e la voglia di riconfermarCi appunto "il cacciatore de casa!!" Allora; con il freddo, all'alba, armati di tutto punto ci diciamo"Mo je faccio vède" ma in cuor nostro pensiamo "che dio me la mandi buona.."Arrivati ancora con il buio sul posto di pesca ci vestiamo in fretta e furia per non lasciare troppo tempo al vento freddo di gelarci le carni...Ci immergiamo con il fucile lungo, è inverno, ti pare che non piglio una spigola?...Proprio io???passano le ore e le spigole(sara' per il freddo?) saranno al bar a bere un punch,allora rivolgiamo la nostra attenzione ai pesci meno pregiati, salpe, saraghi, va tutto bene...Invece niente! che siano anche loro al bar? Bene! "CASUALMENTE" ho sotto il pallone il raffio da polpi, adesso li pesco per fare l'insalata di mare, ma oramai mancano pochi minuti, il freddo comincia a farsi sentire e va bene tutto: cozze,vongole,alghe che sanno di mare,pesce morto da giorni,TUTTO pur di non tornare a casa a mani vuote.Se cosi' fosse, i parenti ci piglieranno per i fondelli dal 22 dicembre al 6 gennaio! Come vedete dalla foto a me è andata per fortuna bene(l'anno scorso) ma quest'anno????"Che Dio me la mandi buona"Intanto per precauzione mi sono informato delle pescherie presenti in citta, non si sa mai.....
Buona giornata a tutti...Sandro.

E'inverno e sono lontano dal gommone, fa freddo e mi "scappa" che fare, anzi DOVE farla??


Ciao A tutti. Anni fa, ero nel negozio di articoli subacquei del buon Giorgio Michele quando arriva un rappreseNtante di prodotti per la pesca subacquea, il quale porta con se una innovativa invenzione: un profilattico da applicare dove immaginate voi,con inserito un piccolo tubicino da collegare tramite un forellino all'esterno della muta.L'espressione di "Ele" (giorgio michele)Fu inequivocabile e la sua risposta fu: "..E'inverno... il mare è spesso mosso con acquA sporca e non si vede un pesce! Levami l'unicA soddisfazione che è quella di cercare un poco di torpore dalla pipì nella muta e io in inverno,smetto di pescare!!" Ora al di là della battuta, i "più" sanno che la pipì nella muta, spesso è sì un beneficio ma che è destiNato poi a diventare un problemino, infatti la muta, si definisce "umida" proprio perchè assimila un poco di acqua di mare che a contatto con la pelle si scalda per effetto dell'evaporazione del nostro corpo,essa forma un sottile ma efficacie strato "caldo" tra il mare e la nostra pelle appunto.La pipì come dicevamo, riempie la muta,è calda (almeNo 36 gradi) ma è destiNata a raffreddarsi velocemente dandoci la netta sensazione di un peggioramento della situazione climatica del nostro corpo a causa dell'altalenare dei gradi.Poi ci sono altri fattori; l'urina è portatrice di batteri che sulla pelle non creano grossi problemi(a parte lo spiacevole olezzo) ma se essa si sposta verso l'alto e si insinua nella giacca della muta,può arrivare all'orecchio e creare infezioni e micosi difficili da debellare insomma fatela dove volete voi,ma occhio!

sabato 11 dicembre 2010

IL C.S.APNEA LATINA "SERGIO ROMEO" AUGURA BUONE FESTE A TUTTI(CATTIVI E BUONI)



Tanti auguri dal consiglio direttivo: ALBINO,FERRUCCIO,RINO,SANDRO e di tutti i soci del nostro grande circolo della pesca.
ps; IN BOCCA AL LUPO A DANIELE PER L'INTERVENTO,CIAO FRATE', SIAMO TUTTI CON TE!!!!

venerdì 10 dicembre 2010

Domani Vado a pesca... cosa mangio per colazione?


Capita spesso, nel bel mezzo della mattinata di pesca, di avere acidità e vomito, prestazioni mediocri o altro.Causa : Succhi gastrici e una alimentazione sbagliata. Noi Italiani, siamo abituati al cappuccino e cornetto, sempre.La sera prima dell'immersione, pizza,birra, e altre schifezze(buone per carità) che male si accompagnano con la pesca subacquea e tante ore in mare.
Il giusto equilibrio lo si trova solo con se stessi, l'imperativo assoluto è però: sano,nutriente e leggero!Io personalmente mi regolo così: la sera precedente la battuta di caccia,o una gara di pesca subacquea, mangio se posso; pasta con pomodoro e basilico. No carne nè alcool.
Il mattino ho eliminato il cappuccino e il cornetto(ottimi ma micidiali e difficili da digerire)li sostituisco con del pane vecchio spalmato con miele o olio e sale,porto con me in mare del pane secco e barrette di cioccolata fondente lion o mars, scelgo queste perchè hanno la carta impermeabile, posso quindi mangiarle comodamente mentre le onde mi cullano e mi fanno compagnia, senza interrompere l'azione di caccia.

TRIBUTO AL PADRE DELL'APNEA MONDIALE

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martedì 30 novembre 2010

MERAVIGLIOSA AVVENTURA DI PESCA DEI NOSTRI AMICI ALBINO E LUCA IN LIBIA






foto 1-Arrivo in Libia (a sinistra uno dei migliori gabinetti che abbiano trovato, con i rubinetti "decorativi dai quali non usciva acqua!)foto 2-Costa cirenaica, foto 3-Si parteee!foto foto 4-gonfiaggio del gommoncino con Luca assonnato che si stiracchia e pensa: "Ma chi me lo fà 'ffà??"foto 5-pescato, foto 6- il mitico MOA,foto 7- "sistemazione per la notte" foto 8- TUTTI A TAVOLA!!





Mi pare appena ieri: i preparativi, le fomalità per il visto, il viaggio, l'aria condizionata a palla in aeroporto, la spavalderia e le occhiate boriose dei baffuti militari onnipresenti, il caldo ora secco - ora umido, i profumi… e le puzze, i tassisti con la sigaretta perennemente accesa, i sedili sdruciti e la musica dal ritmo ossessionante, l'asfalto lisciato dal sole, le contrattazioni per ogni cosa, le sistemazioni moooolto spartane, l'incontro con Moa e Farraj - compagni di avventura, i paesaggi brulli, la pianificazione dell'itinerario, l'ennesimo tè, il viaggio luuuuungo verso la Cirenaica, gli incroci senza indicazioni, finalmente il cellulare che non prende, i bagagli accatastati sul pick-up prima e nei dormitori dopo, il russare impetuoso di Moa, il cantilenare di Farraj che prega, le ore passate a cercare di prendere sonno, il lontano ricordo del bagno di casa, i rubinetti decorativi (che tanto l’acqua non esce), gli amici degli amici Ajdin - Budr - Abdullah che si uniscono alla combriccola ….e finalmente la pesca, i fondali, acqua limpida, specie nuove, le tracce dei bombaroli sul fondo, la pulizia del pescato, la preparazione dei pasti, le spezie, la mancanza di posate – di piatti – di padelle – di pentole, fare a turno a bere il tè (che ci sono solo 4 bicchieri), le mosche, le risate, e ancora tè a la menta, lo sfottò per i pesci presi e quelli non presi, la spensieratezza totale, la programmazione della giornata di pesca successiva…e così via per 7 indimenticabili giorni.

Una dimensione da sogno, tutto molto scomodo, ma indimenticabile.

Qualche pillola in immagini.

lunedì 29 novembre 2010

BISOGNA ESSERE ONESTI......


Era una fredda e ventosa mattina di Ottobre. Quando alle 5 del mattino aprii il cancello di casa,trovai ad aspettarmi un infreddolito Alfonso,compagno di pesca di allora.Aveva piovuto molto fino alla sera precedente, ma noi, stakanovisti del mare,non esitammo nemmeno un istante. Sacche in macchina e il mio fido MARSHALL agganciato dietro la jeep, rotta:foce verde.L'onda lunga che si intravedeva nel buio mentre percorrevamo il lungomare,non diceva nulla di buono ma oramai le cellule del corpo, l'adrenalina,il cuore...Tutto esigeva Acqua,sale e prede...Arrivammo in un posto che,per ovvie ragioni non dico, anzi, lo dico solo agli amici ma in separata sede(dietro riscatto)Entrammo in acqua.La situazione era quella che in auto avevo previsto;Mare mosso con uno spesso strato in superficie di acqua piovana fredda e melmosa.Più sotto però la situazione migliorava leggermente.Iniziammo a effettuare dei lunghi aspetti nella speranza di vedere qualche spigola o sarago da cucinare la sera a cena.Niente, non si vedeva niente, le mute erano da tre millimetri e la situazione si faceva sempre più fredda!Dissi a me stesso, "ancora un apetto e cambiamo posto" Ero sul ciglio della secca e avevo il mio fido fucile di legno,che ferruccio, prendendomi in giro chiama "il foppa pedretti"(ditta che fabbrica mobili di legno n.d.r.) con la punta verso il largo, da dove non so perchè mi aspettavo arrivasse qualche cosa...L'istinto diceva che,se non vi erano in giro pesci di nessuna taglia, poteva trovarsi in zona un predatore. Non sbagliai.Improvvisamente sbucò da buio un bel dentice,mi passò a 2 metri dalla punta dell'asta con direzione dx verso sx. Superata la sorpresa,sparai d'istinto(se miro sbaglio di sicuro)maledicendo la decisione di scedere in acqua con un fucile di lunghezza75 cm.La bestia ebbe un sussulto e vidi gli occhi stupiti roteare per un breve istante,come dire "E MO' QUESTO,CHI E'?" d'improvviso si riprese, sentii una trazione violenta ma costante, la senzazione era quella di un camion in accelerazione che ti trascina,urtavo gli scogli, le alghe si incastravano tra i piombi della cintura zavorrata e nella maschera, pensavo all'asta,mi vennero in mente tutti i nodi che la assicuravano al resto dell'arma, lo avevo colpito al centro del corpo leggermente basso ma non lo avevo trapassato, speravo almeno di aver leso qualche centro vitale. E se avessero ceduto??Poi il dramma, il pesce si strappò...Con calma lo cercai nei meandri del grotto(il dentice quando viene colpito cerca sempre rifugio sotto il primo sasso che incontra)ma senza esito...Oramai arrabbiato mi resi conto che non ragionavo più e questo è pericoloso, salii sul gommone e feci un poco di training autogeno, la giornata non sarebbe, almeno per me, finita con questo episodio. Richiamai l'attenzione di Alfonso urlando(a causa del vento) che avevo perso un pesce grosso, sostenni quello che dicevo con il gesto tipico del pescatore che,con le mani contrapposte e le braccia llargate, mima la grandezza della preda, lui mi guardò sorridente e lo tirò fuori dall'acqua "E' questo???"Cacchio se è questo!!!Dissi...La gioia fu tanta e mi ripresi galvanizzato.Mi disse che lo aveva trovato agonizzante sul fondo.La giornata si mise al meglio anche meteorologicamente, uscì il sole e si calmò il mare, catturai in un'altra zone molti grossi saraghi che regalai ad Alfonso...Il peso della bestia superava i 6 kg. e lo cucinai nel forno a legna con un letto di patate e 2 litri di vino bianco per aromatizzarlo...

giovedì 25 novembre 2010

Pesca sub in inverno, guai e rimedi...


Ammazza che freddo!.. Mi ha detto un allievo l'altra sera in piscina.In effetti, le temperature estive non ci sono più, ora c'e' l'altalena del freddo - Umido a tutte le ore. Questo purtroppo determina anche inevitabili effetti collaterali causa di raffreddori,riniti e sinusiti varie. Questi "malanni" limitano seriamente la nostra attività subacquea, prima tra tutte a farne le spese è la compensazione delle membrane timpaniche che, per effetto della pressione che aumenta man mano che si scende, vengono spinte verso l'interno causando forti dolori e spesso la rottura dei timpani stessi. In piscina o in mare purtroppo, è la stessa cosa.Quando si scende le vie aeree devono essere libere, se si ha un minimo di raffreddore è meglio desistere, se invece siete dei "tosti" che mai e poi mai rinunciano, bene, allora vi do qualche piccolo ma utile consiglio: Prima di effettuare l'immersione, inalate dal naso dell'acqua di mare,(occhio a non ingoiare, causa seri danni ai reni) è un ottimo corroborante anti infiammatorio,provate a compensare e se ancora non riuscite è evidente che avete del muco che ostruisce quanche canale, provate a liberarvene con uno "Scaracchio" degno di nota, se ancora non va allora la cosa è seria, Provate ancora utilizzando la tecnica della "respirazione alternata" è un eccellente rimedio, questa infatti, "forza" il passaggio di aria che con una normale respirazione non avremo, insistete per un bel pò di munuti e sentirete il muco muoversi per effetto del passaggio dell'aria appunto.Ma se anche così non va,allora proprio non è cosa,ripiegate quindi le insegne, togliete la muta e tornate a casa,Strada facendo un buon latte caldo con del miele al bar in piazzetta al Circeo o dove voi siete vi farà senz'altro bene, vorrà dire che per cena mangerete amburgher o altro....Meditate ragazzi,meditate!....
Ci vediamo domani sera in piscina...
Sandro.

martedì 23 novembre 2010

Bel carniere variegato invernale...


Questo carniere,composto da: 2 corvine,(pesce questo, che non troveremo mai in pescheria in quanto impossibile da catturare con le reti) uno scorfano,sette saraghi e un cefalo, è stato realizzato con la tecnica della pesca al "razzolo" questo tipo di caccia è molto faticoso,molto dispendioso in fatto di energie, ma molto redditizio.La tecnica è semplice, consiste nell'osservazione(quando l'acqua è limpida) del fondale e del comportamento dei pesci. Se invece vi è impossibile osservare dalla superficie, dovrete effettuare delle "planate" cioè dei voli a mezz'acqua... Se davanti a una "tana" staziona un piccolo sarago,oppure vedete una "nuvoletta" di sabbia smuoversi, bene, all'ottanta per cento, se osserverete bene nei meandri del grotto, troverete delle belle prede. Se in una zona apparentemente deserta, troverete degli escrementi di pesci(nel caso del sarago, delle piccole montagnette di spine di riccio miste ai cocci del riccio stesso,trasformati dall'apparato digerente in graniglia) bene, cercate e troverete gli..autori!E' una tecnica creativa alla quale aggiungere la nostra capacità predatoria.Io cerco di non ragionare troppo e di fidarmi dell'istinto.

lunedì 22 novembre 2010

SPIGOLE D'INVERNO...


..Quante volte ci sarà capitato di pensare,mentre ci rechiamo sul posto di pesca all'alba e con temperatura così bassa che taglia le ossa: "ma chi me lo fa fare?" Ripensiamo alle coperte ancora calde lasciate da pochi minuti,al TG. del mattino visto con una buona tazza di caffè fumante, alla colazione al bar con un giornale fresco di edicola. E invece no!Siamo in quel momento, coloro che vanno "contromano",contromano nel vero senso della parola,infetti,la sfilza di auto che vediamo incrociarci nel senso opposto di marcia è formata da chi a quell'ora, sta ..Rientrando a casa! Ma noi no! Noi siamo quelli dell'alba e pensiamo quasi a giustificarCi" andate pure a dormire, non sapete che vi perdete..(Sigh!") Quasi sado-masochisti! Il pensiero di doverci spogliare con il freddo invernale e spesso con il vento, non ci spaventa, (anzi ci spaventa...ma mai ammetterlo...) ma il mondo che ci attende è di gran lunga più caldo, o meglio, scalda il cuore e spesso il piatto! non mi dilungherò oltre, dico solo che, qualche volta il sacrificio paga, e le due belle spigole in foto ne sono la dimostrazione....
Buona giornata,Sandro.

sabato 20 novembre 2010

Grosso TRIGONE


Ho catturato qualche tempo fa questo bell'esemplare di TRIGONE di circa 40 kg. E' stata una Cattura facile di un povero animale indifeso. E' stata la prima e sarà l'ultima volta che ne uccido uno. Lo ho cucinato alla maniera dei SARDI; scaldate in una padella grande del burro, quando sara' cremoso aggiungere le fettine di TRIGONE, una spruzzata di vino bianco,sale e aggiunta di una manciata di pinoli.Servire caldo con vino bianco fresco.
Sandro.

giovedì 18 novembre 2010

Introduzione tratta dal libro inedito "IL MIO MARE" di Sandro Arcieli


“IL MIO MARE”
… A Sergio, silente e fraterno amico. Nobile cavaliere d’altri tempi, padrone del suo tempo e della sua arma. Catturava pesci e insegnava a catturarne. Non mi manca e non mi mancherà, ha lasciato troppi segni di sé durante il suo passaggio su questa terra, lealtà ottimismo... Grazie amico mio, grazie compagno di tante albe vissute insieme.…




Premessa :
Questo libro nasce dai ricordi di un bambino che a 6 anni scopre l’universo marino e si articola in racconti di esperienze e situazioni buffe. La memoria va avanti e indietro come un elastico dinamico.
L’essenza di tutto è la memoria appunto, grazie a questa non si è destinati a ripetere gli errori degli altri e i propri, siano essi grandi o piccoli …

E’ l’alba e sono in mare.
Tutto intorno è azzurro, il sole lentamente sta sorgendo dietro le montagne investendole di colore arancio che, mischiato al turchese del cielo e al bianco dei cirri, dà origine a sfumature che nemmeno Leonardo potrebbe replicare. Anche questa mattina Dio si è divertito. Lui ha la tavolozza dei colori della natura, li miscela con abilità e maestria e la varietà cambia in continuazione; Viola, fucsia, rosa, giallo, i colori si fondono tra di loro man mano che il sole cresce, dando origine a mille sfumature cromatiche, ora pastello, ora scarlatto… Che spettacolo! Mi guardo attorno e mi rendo conto di essere solo e unico testimone di questo miracolo, ogni giorno diverso, ogni volta più bello. Il silenzio è rotto dal verso di due gabbiani che volano sfiorando la superficie dell’acqua nella speranza di trovare cibo composto dai resti del pasto di pesci predatori notturni, oppure qualche branco di pesciolini che nuota in superficie nella vana speranza di fuggire agli stessi. Quasi mi sfiorano con il loro volo radente e, per un istante, riesco a vederne nitidamente l’occhio marrone scuro con il piccolo iride nero, segno tangibile della messa a fuoco a lunga distanza, occhio spietato e acuto, occhio vigile del cacciatore, di colui che per natura non fa prigionieri. Riesco a sentire chiaramente il fruscio ovattato delle ali nel loro battito, di queste noto le sfumature che dal bianco si scuriscono leggermente per divenire grigie e poi nere … Andate - penso - e buona caccia!


Ho indossato la muta e sputato nella maschera per togliere i residui di sale e di grasso causati dalla precedente immersione, come sempre. Ancora, per un attimo, provo un leggero fastidio, è l’odore pungente del neoprene. A distanza di 30 anni e più, ancora non riesco a sopportarlo. Non tanto per l’odore in sé, quanto perché contrasta troppo con il profumo della natura: il neoprene della muta da sub, deriva dal petrolio, prodotto che con il mare poco ci sta.
Entro in acqua. Il panorama cambia all’improvviso, branchi di acciughe si muovono cambiando direzione ritmicamente, riempiendo tutto il mare circostante di argento, dal fondo alla superficie. Qualche medusa di colore viola elettrico con sfumature gialle e dai buffi corti tentacoli si lascia portare dalla corrente pigramente, ha una forma chiaramente tozza e cilindrica, mi ricorda per un istante quei buffi cappellini che portano le nonne nei fumetti, di quelli che si fermano tra i capelli con lunghi spilloni sui quali si può applicare una rete che copre parzialmente gli occhi. La cosa mi fa sorridere. Sotto la medusa nuotano dei piccoli pesciolini blu, sono delle castagnole o “guarracini” come li chiamano in Campania, questi appena nati sono di colore blu, poi crescendo diventano neri. Grazie a questo ultimo colore attuano una strategia che serve per spaventare i loro predatori. La loro giornata si svolge in branco ma in formazione “indipendente”. Infatti quando si presenta un pericolo si ammassano vicinissimi,( come usiamo dire noi sub; si “Appallano” cioè formano una grossa palla scura) sembrando così un grosso pesce, come un plotone di soldati in formazione da battaglia. Questo in genere spaventa i male intenzionati pesci di grossa taglia. Più in basso tantissimi pinnuti colorati sparsi tutt’intorno, si muovono lenti e sinuosi; qualche sarago, ancora intento terminare il suo pasto notturno a base di ricci di mare, si allontana – non appena mi sente - lentamente.
Mentre guardo questo spettacolo, ringrazio mio padre e lo faccio ogni volta, per la grande opportunità che in passato mi ha dato. E questo pensiero mi porta ogni volta indietro nel tempo …

martedì 16 novembre 2010

Il pontile della nucleare,nave scuola per pescatori sub...


Ieri sera, dopo la lezione in piscina, sentivo due amici del circolo della pesca che parlavano del pontile della nucleare di FOCE VERDE..Tornando a casa ho scovato questa foto.Dal giorno in cui è stato fatto questo scatto,(fatto con una macchina fotografica REFLEX, di quelle con il rullino che dovevi aspettare minimo una settimana prima di vedere se "la foto era venuta bene") sono passati circa 30 anni. Indosso la mia prima VERA muta. Era una tecnisub da 3 millimetri con cappuccio incorporato. Come sottomuta, una maglia di lana di quelle tipo militare color rosa carne e a manica lunga, al posto dei guanti da sub, usavo quelli di gomma da cucina fregati a mia madre che, per di dignità, indossavo al contrario(parte rosa interna e bianca esterna) i piedi li proteggevano con due calzettoni di lana, usavo quelli ereditati da mio fratello facenti parte del corredo da vigile del fuoco,lana forte e..Dura!Il fucile era uno solo,un MEDISTEN lungo 70 cm. modificato e potenziato, lo usavo per tutto, aspetto,tana,tutto insomma. Ricordo che, non avendo nè barca nè gommone,nuotavamo tanto,ma bisognava fare in fretta, infatti in inverno, questa attrezzatura a poco serviva.Conoscevo un signore di latina che aveva un barchino parcheggiato tutto l'anno sulla spiaggia dove ora c'è la discoteca "Cancun", aveva anche un motore da 9 cavalli.Il patto era: "tu mi presti la barca e io ti porto un pò di cozze"! Era questo il Dàzio da pagare. A quei tempi la spiaggia era molto lunga e ampia,e,nel casale dove ora c'è la discoteca, c'era la colonia"ACLI" dove andavano i bambini in colonia appunto. Per arrivare in acqua dovevamo fare almeno 30-40 metri di cammino, immaginate la cosa con una pesante barca da trascinare e al secondo viaggio, con il motore sulle spalle...ma volevi mettere?...Il pontile era mèta di pochi e non perchè non lo si conoscesse,ma semplicemente perchè i pescasub apneisti si contavano sulle dita di.. Una sola mano.. Entravamo in acqua con il fucile carico, tanto era il pesce presente, che spesso si sparava dalla superficie. Ricordo un giorno, il mio amico Bernard, sparare in un buco dove erano entrate centinaia di spigole di tutte le taglie, egli sparava alla cieca non avendo la torcia, ne estraeva una,due,tre alla volta come fossero allo spiedo, le più piccole, ferite non a morte, le liberava per tenere le più corpulente. Nei buchi della franata di levante, abitavano enormi gronghi e polpi da rekord..Ho avuto la fortuna e l'onore di esserci e ho ancora impresse nella mente quelle immagini indelebili,(freddo compreso)Vado ancora oggi al pontile,ci vado quando gli altri pescasubbi se ne sono andati,qualche volta ne incrocio qualcuno con il "retino" pieno di piccoli pesci e piccoli polpi buoni solo per essere fritti.Non fanno onore al pescatore subacqueo.Al pontile riesco ancora a prendere qualche pesce degno di nota,ma quei bei tempi non torneranno più, forse tra molti anni, quando le coscienze degli uomini saranno più sagge e la pesca più selettiva,chissà!...
Sandro.

mercoledì 10 novembre 2010

Partita di Hokey subacqueo del 8/11/2010.


Ieri sera si è svolta la sfida settimanale di hokey Sub (mi dispiace per gli assenti....)Le squadre,composte da: "A":Sandro,Daniele piccolo,Pasquale e Luca contro "B" Ferruccio,Massimo,Andrea e Moreno quest'iltimo autore del gol della vittoria, non hanno fatto sconti approfittando di ogni distrazione dell'avversario...Risultato 4-3 per la squadra "B" Ma alla prossima ci rifaremo (ci alleneremo nella vasca da bagno o sotto la doccia di casa.....)

BEL (e buono) SARAGONE....


Il sarago maggiore appartiene alla famiglia degi sparidi, lo si può trovare praticamente a tutte le profondità,in branco o mentre sgranocchia ricci solitario.
La tecnica di pesca più redditizia è l'agguato. Un tempo(negli anni '70-'80) lo si pescava quasi esclusivamente in tana. Bastava infatti localizzarlo e fare un poco di rumore,schiaffi sul pelo dell'acqua, gorgoglii con la bocca,urla attraverso il boccaglio, tutto funzionava.Oggi la bestia si è evoluta e ha trasmesso ai suoi discendenti la giusta strategia: fuggire quando è possibile in mare aperto o nascondersi nella posidonia(quando si nasconde nella posidonia ed è spaventato,cambia livrea e si "stria" confondendosi con i fili d'erba...)Io, quando non ne trovo vicino alle rocce, lo cerco ovunque, e prima di cercare il pesce, cerco possibili resti di ricci spaccati o addirittura resti di escrementi.Lo cucino così:accendo il forno a 180°,pelo le patate e le taglio a tocchetti,condisco con olio sale e rosmarino,quando queste sono dorate pongo il pesce sulle patate, precedentemente condito con vino bianco,con il cucchicio lo bagno spesso con ciò che è sul fondo della teglia del forno,quando mancano 2 minuti alla cottura perfetta, butto una manciata di olive su tutto, danno un profumo unico...Servo e.. Buon appetito!

giovedì 4 novembre 2010

L'ESTATE è FINITA.... E L'ATTREZZATURA??


L'estate è veramente finita e per molti subacquei "di stagione" è arrivato il momento di riporre le armi e con queste l'attrezzatura in toto.Ecco alcuni consigli su come conservare le nostre cose.
LA MUTA: Sciacquatela con acqua corrente e infine lasciatela a mollo qualche ora con dell'ammorbidente per capi delicati.Una volta asciugatasi, appendetela in un ambiente non umido e areato, mai vicino a finestre ove possano intervenire i raggi deleteri del sole,o termosifoni.
Le pinne e la maschera vanno sciacquate bene, asciugate e riposte nel seguente modo, PINNE: Distese senza pesi sopra. MASCHERA:Poggiata su un ripiano senza che la parte che aderisce al viso si deformi(se la avete ancora, usate la scatolina in dotazione.)
Fucili: Sciacquateli bene, svitate le fiocine che altrimenti si "salderebbero" all'asta, un pò di spray al silicone sul meccanismo di sgancio e codolo dell'asta.
Sacca porta attrezzatura : sciacquatela bene con acqua dolce e una volta asciugata, spruzzate con spray al silicone tutte le cerniere, anche se sono marine, non fate l'errore di tenere la vostra attrezzatura nella sacca, è il nido preferito per i topolini che ci rosicchierebbero ben bene tutto!!!...
il gioco è fatto, Buon inverno!.....PIGRONI E FREDDOLOSI TERRESTRI!!!

mercoledì 27 ottobre 2010

Albino Racconta.....


Ero giovane, giovanissimo.
Zaino, Medisten, pinne e muta (una meravigliosa Mares-Scarpati che ho indossato per una decina d’anni) e parto per il Marocco.
Tra le varie tappe, visito Al Hoceima, cittadina portuale sul Mediterraneo.

Vestizione sull’antimurale del porto accompagnato da una schiera di bimbetti locali che mi guardavano come un alieno.
Il tempo di scivolare in acqua, e ne avevo una mezza dozzina intorno.
Inutile cercare di allontanarli.
Dopo qualche bel sarago messo nel retino (all’epoca quello usavo) sotto il pallone uno di loro mi tira per una pinna. Mi giro e vedo il bimbo (avrà avuto 7-8 anni) che indicava verso il fondo.
Non capivo.
Lui scende un paio di metri tenendo il braccio teso ed il dito puntato verso la base di un masso poggiato sulla sabbia a 4-5 metri.
Scendo e vedo un polpo enorme che spostandosi lentamente stava cercando riparo.
Intuisco ora le intenzioni del bimbo, fiocino il polpo, lo porto in superficie, lo finisco, gli giro la testa e lo offro al bimbo che a modo suo mi ringrazia e tenendosi a galla a stento con l’animale lungo quanto lui lancia un messaggio ai compagni.
Da quel momento l’allegra combriccola si è trasformata in una vera e propria squadra di caccia.
Per almeno un’oretta i bimbi si litigavano la mia attenzione, individuando dall’alto, uno dopo l’altro, una infinità di polpi.
Il gioco è finito quando, nonostante lo splash-splash dei bimbi, ho avvistato una bella cernia in candela a lato di un massone. Sono partito a razzo verso il largo seminando “i miei piccoli compagni di caccia” che carichi di polpi sono tornati a riva.
Ritrovato i sasso giusto ho visto la cernia adagiata sul fondo tra due sassi.
Scendo, sparo e la fiocina (si il tridente) si pianta sulla testa del pesce che resta immobile.
Non capisco.
Afferro l’asta per il codolo e sollevo la cernia che si divincola con un movimento secco e brusco, e pian piano inizia a nuotare verso il largo.
Torno in superficie e cerco di capire cosa è accaduto.
Guardo la fiocina: ha solo 2 punte

martedì 26 ottobre 2010

Pescatori e Cacciatori...BRUTTA RAZZA!!


Buondì a tutti.Qualche settimana fa mi trovavo in un noto punto di approdo di latina, esattamente a fosso mascarello e mi godevo il tramonto e l'aria fresca del mare quando è rientrato un gommone con dei sub a bordo,avevano ancora la muta da apnea indossata.La mia curiosità è stata -come sempre- tanta e mi sono avvicinato...Ho innanzitutto constatato che conoscevo i sub in questione.(loro non conoscevano però me) Ho chiesto loro come era l'acqua e se si erano divertiti. Dai loro occhi si vedeva che avevano preso quelche cosa e morivano dalla voglia di raccontarlo,li ho accontentati con la domanda: "Avete pescato qualche cosa?" Bèh fa uno con l'aria di chi ha appena ucciso il drago e liberato la principessa dal castello, inarcando le sopracciglia, "un paio di pesci"...Io faccio il suo gioco, ma non fino in fondo,non chiedo infatti di vederli,l'altro, facendo finta di "mettere a posto l'attrezzatura" li mette in bella mostra sul pagliolato del gommone,quasi sbattendoli sulla vetroresina con un tonfo sordo ma inequivocabile, erano due saraghi di taglia, io faccio la faccia sorpresa e dico:" dove li avete presi???" A mmare fa uno, "nun se po' 'ddì" fa l'altro, ma 'stavamo fondi!...Conosco come detto tutti e due e sono discreti apneisti ma non profondisti, 6-8 metri al massimo.Questo atteggiamento è pericoloso,molto pericoloso, infatti la percezione della profondità deve essere reale e non stimata, può succedere di andare a pesca con chi in profondità ci va veramente e succede che qualcuno si fa male...Da queste esperienze riesco però sempre a trarre il lato comico al tempo stesso drammatico....

mercoledì 20 ottobre 2010

POLPO o polipo?




Il polpo (e non POLIPO!) è una cattura facile facile, tuttavia un animale di grosse dimensioni può far perdere del tempo anche al cacciatore sub più esperto.
Avvistamento: La tana del POLPO si vede (con acqua Chiara) dalla superficie, infatti esso ama decorarla con i resti delle sue prede, in genere conchiglie, occhi di santa lucia,(astrea)valve di varia provenienza e sassi.(a me è capitato di vedere una scena unica al mondo, pescavo in una zona di sabbia in cerca di pesci serra quando vedo un contenitore di plastica bianco, di quelli del detersivo tipo DASH, che si muoveva sul fondo, era un grosso polpo che evidentemente mi aveva visto o sentito e se lo era praticamente messo in testa come copertura, non ci avrei fato caso se si fosse immobilizzato, ma un fustino che cammina... Non lo ho catturato nonostante le grosse dimensioni e il cenone di capodanno che lo esigeva. La sua ingenuità mi ha fatto desistere)Tutto questo lo utilizzerà in caso di pericolo per "barricarsi" nella sua tana, utilizzerà il tutto come una "porta di casa".
Stanarlo non è difficile, lo si può fare a mano nuda o usando il raffio, alla meno peggio con una fiocina...
Una ricetta gustosa: PESCATE un polpo, se troppo grosso, congelatelo per 24 ore minimo,(con questo stratagemma rimane più tenero) scongelate e lessate per almeno un'ora, fatelo raffreddare nella sua acqua, scolatelo e avvolgetelo strettamente nella pellicola trasparente (tipo salame) ponetelo un paio di ore nel frigo e servitelo in tavola, lo affetterete esattamente come si fa con il salame....stupirete i vostri ospiti e il vostro palato.....

martedì 19 ottobre 2010

Ottobre, mese strano per la pesca subacquea..


Ottobre si sa, è uno dei mesi che meno ispirano il pescatore subacqueo. E' infatti il mese che sussegue l'estate, stagione di bel tempo e molto pescosa per via delle acque limpide e calde e precede la "stagione" delle spigole che inizia da qui a poco.I colori di ottobre sono cupi per via delle prime nuvole, l'acqua è oramai torbida a seguito delle pioggie che dalla montagna riversano nei canali di sfogo-e di conseguenza al mare- acqua e terra(e purtroppo pesticidi e diserbanti).Io ho però trovato il lato buono di questo mese.Il mare è oramai orfano dei pescatori della domenica, di quelli per intenderci, che ti vengono ad ancorare la loro barca o gommone a pochi centimetri dal pallone pensando:<< ma mica il mare è suo! se ce stà LUI ce posso stà pure io!>> oppure dei navigatori che si sentono Leonardo di Caprio nella famosa scena del film "Titanic" i quali presi dalla loro voglia di libertà e di infinito,non pensano a chi sta in acqua a cercare a sua volta tranquillità in sicurezza e fanno loro "il pelo"... Le prede ci sono comunque ma smaliziate e spaventate dalle tante schioppettate prese durante l'estate.Cercate bene! I saraghi dopo aver capito che in tana non sono sicuri, li troverete appoggiati sul fondo mimetizzati tra scoglio e posidonia, con le pinne pettorali aperte come se avessero il motore acceso e "sgassassero" pronti al VIA! cadete su loro piano senza movimenti bruschi usando un fucile armato con fiocina,il pesce vi si presenterà di "dorso" cioè, vedrete solo la parte superiore della schiena largo da mezzo cm. in su...Un segnale del pesce spaventato è il suo colore, infatti quando è terrorizzato diventa a strisce verticali. Le cernie approfitteranno del pomeriggio per uscire dalla loro tana per cacciare. I cefali inizieranno ad "imbrancarsi" e sovente li avvisteremo in poca acqua, I polpi si cominciano ad organizzare per la deposizione delle uova, insomma per dirla breve, non buttiamoci giù, come diceva un grande campione di altri tempi.. 'E PISCI 'STANNO 'A MMARE!!(I pesci stanno nel mare!!)
PS: Sabato e Domenica tempo buono e mare calmo...Buona giornata...Sandro.

giovedì 14 ottobre 2010

Pescare un dentice.. "...E una parola!!!"


Su questo affascinante predatore è stato oramai scritto tutto e anche di più, ciò che secondo me è stato tralasciato è -a volte- la casualità della cattura,forse perchè le riviste specializzate-come purtroppo fanno sempre- nel consigliare la tecnica, devono suggerire anche LA MARCA del fucile o delle pinne da adottare.
Io personalmente sono certo che il dentice,in quanto predatore,ami cacciare sempre nelle stesse zone, zone per esempio dove si assomma la mangianza,la quale si concentra nei punti ove la corrente accumula il plancton, base primaria della catena alimentare.Conosco un posto nemmeno tanto profondo dove ogni anno ne catturo un paio,(questo anno uno di tre kg e uno di circa sei kg strappato a causa del tiro"troppo basso" cioè sul ventre, là dove le carni sono più tenere.
In tanti anni di tentativi ho provato di tutto; Chiamandoli come si fa con le spigole,grattando sullo scoglio come faccio per le orate, usando tanti altri stratagemmi.L'unico che mi dà soddisfazione e' 1)-Discesa lenta e silenziosa-2)-Percorso in orizzontale all'agguato(in qualche caso la cattura si è conclusa sorprendendoli mentre cacciavano)- 3-Aspetto abbastanza sollevato dal fondo quel tanto che basta per essere avvistato dalle bestie-4)appena avvistati i dentici mi nascondo alla loro vista arretrando dietro ad uno scoglio o alla posidonia..meno 5-4-3-2-1... mi sporgo leggermente e l'animale è a mezzo metro da me a cercare di capire che fine ho fatto,scocco il tiro sul dorso o se posso, sulla testa, scegliendo l'animale più grosso del branco(così facendo assicuro sempre la prosecuzione della specie).
Lo pulisco sempre in mare i modo che altri pesci si possano nutrire di esso,lo metto al sicuro in frigo(occhio ai gabbiani, fregano i pesci dal gommone!) Lo cucino al forno con le patate o sfilettato in padella, alla cacciatora o olio e vino bianco...

lunedì 11 ottobre 2010

MURENA..UN MOSTRO SCONOSCIUTO..


Ciao a tutti. Spesso, quando racconto di aver pescato una murena mi sento dire:"UNA MURENA???MA NON E' VELENOSA???"E' questo un luogo comune sbagliato. La murena, come tanti pesci è aggressiva come lo può essere un qualunque pesce al quale abbiamo infilzato una fiocina in corpo e del quale vogliamo la morte.Io stesso sotto il braccio destro ho due piccole cicatrici provocate da morso di un dentice che tenevo ben stretto sotto braccio mentre stava per divincolarsi.E' vero che che il morso della murena risulta doloroso anche a distanza di ore,i suoi denti taglienti come lame di rasoio e i residui di cibo(polpi e pesci vari) ne sono la causa,tra i denti si annidano parecchi batteri. Non è raro trovare una murena con le fauci aperte che si fa fare la pulizia da qualche castagnola...le fauci aperte appunto la rendono particolarmete minacciosa, assume un atteggiamento come di chi sta cercando qualcuno da mozzicare! Sbagliato!! Le tiene aperte solo per poter respirare non possedendo l'apparato branchiale come altri pesci,con la bocca aperta aspira continuamente acqua e la espelle da due piccoli buchi posti ai lati del collo.Per catturarla senza conseguenze per voi e per chi sta con voi(compreso il gommone che con un morso si lacera)cercate sempre di indirizzare il colpo subito dietro l'occhio, è li che sta il cervello, usate una fiocina a 3-4-5 punte,prima di sfiocinarla assicurateVi che sia morta con qualche coltellata assestata in zona cervello,tagliatele i muscoli mandibolari per sicurezza.Pulitela cosi: tagliate e buttate la coda e la testa(mio fretello li usa per farne il sugo)apritela ed evisceratela,(noterete lungo la spina centrale un cordone nero, è da li che si origina l'ittiossina, dal midollo, rimuovetelo) tagliatela a trancie, passatela nel latte e successivamente nella farina da polenta gialla, friggete e... buon appetito.
ps:anni fa durante una gara di pesca sub avevo sparato ad una grossa murena, il giudice sanci' la fine della gara in quanto le 5 ore erano trascorse, la murena era incastrata e io cercavo di spiegare che, il regolamento mi dava 10 minuti per poterla "stanare" trascorsi i quali non sarebbe stata preda valida, lunga discussione e parole pesanti, lesse il regolamento e capi' di aver torto,estrassi la murena e la lasciai... viva! la misi insieme ai pesci in un sacco di juta e la consegnai al malcapitato giudice.Durante la pesatura dei pesci toccò a me, rovesciarono il sacco sulla bilancia e il mostro(6.300 kg.) cominciò a mordere tutto quello che capitava... la vendetta si sa, e' un piatto che va gustato freddo...

mercoledì 6 ottobre 2010

NODO PUGNO DI SCIMMIA






Questo nodo oggi si usa prevalentemente come portachiavi,ma nasce da una precisa esigenza dei marinai i quali avevano e hanno, seri problemi per far arrivare sul molo le pesanti GOMENE o CIME. Il PUGNO DI SCIMMIA serve come filo conduttore; si lancia dalla nave o barca, unito ad una sagola leggera la quale e' a sua volta collegata con la cima più pesante..Il gioco -anzi l'attracco- è fatto!